Oggi, 1° febbraio 2026, ricorre il 73° anniversario di una delle più gravi tragedie naturali della storia europea: la grande alluvione che colpì i Paesi Bassi nel 1953. Nella notte tra il 31 gennaio e il 1° febbraio, una violenta tempesta proveniente dal Mare del Nord, unita a maree eccezionalmente alte, mise sotto pressione un sistema di dighe allora insufficiente. Decine di argini cedettero, soprattutto nelle province di Zelanda, Olanda Meridionale e Brabante Settentrionale. L’acqua invase rapidamente campagne e centri abitati, sorprendendo migliaia di persone nel sonno. Il bilancio fu devastante: oltre 1.800 vittime, decine di migliaia di sfollati, oltre 200mila ettari di terreno sommersi e ingenti danni alle infrastrutture e all’agricoltura. Interi centri abitati rimasero isolati per giorni, raggiungibili solo via mare o dall’alto.
Quella che venne definita “alluvione del secolo” segnò profondamente la coscienza nazionale olandese. Dal disastro nacque una risposta senza precedenti: il Piano Delta, un vasto programma di opere idrauliche che trasformò il Paese in un modello mondiale di difesa dalle acque.



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