Il 18 febbraio è una data significativa per la storia dell’astronomia. Proprio in questo giorno, nel 1930, presso il Lowell Observatory, l’astronomo statunitense Clyde Tombaugh annunciò la scoperta di Plutone, all’epoca considerato il nono pianeta del Sistema solare. Oggi, 18 febbraio 2026, ricorre il 96° anniversario di quell’evento che ampliò le conoscenze dell’uomo sui confini del nostro sistema planetario. La scoperta fu il risultato di un paziente lavoro di osservazione fotografica del cielo. Tombaugh confrontò numerose lastre astronomiche alla ricerca di un corpo celeste che si muovesse rispetto allo sfondo delle stelle fisse. Il nuovo oggetto venne individuato nella costellazione dei Gemelli, confermando le ipotesi formulate anni prima dagli studiosi che sospettavano l’esistenza di un pianeta oltre Nettuno.
Plutone mantenne lo status di pianeta per oltre 70 anni, fino al 2006, quando l’International Astronomical Union ridefinì i criteri per classificare i pianeti. In base alle nuove regole, il corpo celeste fu riclassificato come pianeta nano, insieme ad altri oggetti simili presenti nella Fascia di Kuiper.
Nonostante il cambiamento di classificazione, la scoperta rappresenta ancora oggi una pietra miliare nella ricerca astronomica. L’annuncio del 1930, avvenuto nella città di Flagstaff, segnò infatti l’inizio di una nuova fase nello studio delle regioni più remote del Sistema Solare, aprendo la strada alle moderne esplorazioni spaziali e alle missioni robotiche verso i confini del nostro vicinato cosmico.



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