Il 27 febbraio 2010 un grande terremoto colpiva il Cile, centinaia di morti

Il terremoto fu causato dalla subduzione della placca di Nazca sotto la placca sudamericana

Il 27 febbraio 2010 uno dei terremoti più potenti dell’era moderna scosse la costa del Pacifico del Cile. Con una magnitudo di 8.8 sulla scala del momento sismico (Mw), il sisma durò diversi minuti e provocò oltre 500 vittime, migliaia di feriti e danni estesi a infrastrutture, abitazioni e porti. Le città costiere furono colpite anche da un successivo tsunami che aggravò la distruzione. Dal punto di vista scientifico, quell’evento rappresenta un caso di studio fondamentale. Il terremoto fu causato dalla subduzione della placca di Nazca sotto la placca sudamericana, un processo geologico che accumula energia per decenni o secoli prima di liberarla improvvisamente. Gli strumenti moderni, tra cui reti sismiche e sistemi GPS, permisero ai ricercatori di analizzare con grande precisione lo spostamento della crosta terrestre: alcune zone si mossero di diversi metri.