Il 3 febbraio 1959 “il giorno in cui morì la musica”

Sessantasette anni fa un incidente aereo spezzò la vita di Buddy Holly, Ritchie Valens e The Big Bopper, lasciando un segno indelebile nella storia del rock

Oggi, 3 febbraio 2026, ricorre l’anniversario di uno degli eventi più tragici e simbolici della musica del Novecento. Era il 3 febbraio 1959 quando un piccolo aereo da turismo precipitò poco dopo il decollo nei cieli dell’Iowa, causando la morte di 3 giovani stelle del rock’n’roll: Buddy Holly, Ritchie Valens e J.P. Richardson, conosciuto come The Big Bopper. I 3 artisti erano in tournée per il “Winter Dance Party”, un estenuante giro di concerti attraverso il Midwest americano, affrontando condizioni meteo proibitive e spostamenti massacranti. Per evitare un lungo viaggio in autobus, Holly decise di noleggiare un aereo privato. Una scelta fatale: il velivolo si schiantò pochi minuti dopo la partenza a causa del maltempo e dell’inesperienza del pilota.

La tragedia colpì duramente un movimento musicale ancora giovane. Buddy Holly era già considerato un innovatore del rock, Valens aveva appena conquistato il pubblico con “La Bamba”, mentre The Big Bopper era un personaggio carismatico e popolarissimo. Anni dopo, Don McLean avrebbe immortalato quella data nella sua canzone American Pie, definendola “the day the music died“. Un’espressione diventata leggenda, che ancora oggi riassume il senso di perdita e di svolta culturale di quel 3 febbraio 1959.

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