Il cambiamento climatico ha aumentato il rischio di piogge estreme in Danimarca. Lo rileva un nuovo studio partendo dai 144,6mm di pioggia caduti il 27 settembre 2024 a Esjberg, record storico, equivalente a due mesi di pioggia. “La World Weather Attribution (WWA) offre un quadro probabilistico per determinare se i cambiamenti nella frequenza e nella gravità degli eventi estremi possano essere attribuiti al riscaldamento globale antropogenico”, si legge nello studio, in cui è stata utilizzata questa metodologia per attribuire l’evento di precipitazioni senza precedenti nella Danimarca meridionale al cambiamento climatico antropogenico. “Il 27 settembre 2024, circa 145mm di pioggia sono caduti sulla città di Esbjerg, segnando il più alto livello di precipitazioni giornaliere mai registrato per settembre. L’evento ha causato inondazioni diffuse, interrompendo i trasporti, danneggiando le infrastrutture e colpendo le aree residenziali”, si legge ancora.
“Questo studio si basa su osservazioni delle precipitazioni, set di dati di rianalisi e ensemble di modelli climatici per valutare il ruolo del cambiamento climatico antropogenico. In particolare, questo è il primo studio di attribuzione ad applicare ClimEx, un ensemble di grandi dimensioni ad alta risoluzione, regionale e basato su un singolo modello iniziale (SMILE). I risultati dell’analisi mostrano che l’evento piovoso era più probabile del 60% nel clima attuale rispetto al clima preindustriale e che l’intensità dell’evento è aumentata del 10,2% a causa del cambiamento climatico”, scrivono i ricercatori.
“I nostri risultati indicano inoltre che la frequenza e l’intensità di tali eventi aumentano con l’ulteriore riscaldamento. Nel complesso, questo studio evidenzia come pericoli, esposizione e vulnerabilità contribuiscano al rischio nelle città”, concludono gli autori dello studio.
Secondo l’autore, il ricercatore sul clima Matthew Newell, l’idrologia è collegata direttamente al cambiamento climatico e alle dinamiche atmosferiche. “Lo studio conferma che il cambiamento climatico non è qualcosa che ci colpirà solo tra 50 o 100 anni. Il cambiamento climatico ha già aumentato la temperatura nell’atmosfera e quindi anche la quantità di umidità ed energia che alimenta le forti piogge. Lo studio contribuisce a sottolineare l’importanza di proteggere le nostre città e le nostre infrastrutture dai cambiamenti climatici“, spiega Newell.



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