La suggestiva cornice dell’ex Convento dei Minimi di Roccella Jonica (Reggio Calabria) ha ospitato ieri pomeriggio un incontro di fondamentale importanza per la comprensione delle dinamiche ambientali che interessano il Mezzogiorno. Il convegno, incentrato sulla corretta pianificazione e gestione del territorio a fronte dei fenomeni meteo estremi, ha offerto una panoramica multidisciplinare partendo dall’analisi di eventi meteorologici estremi per arrivare a soluzioni ingegneristiche concrete. Molto importanti gli spunti di riflessione anti catastrofisti sul tema del cambiamento climatico, giunti da tutti i relatori. L’apertura dei lavori è stata affidata dall’ottimo moderatore, il noto giornalista calabrese Santo Strati, ai saluti istituzionali del sindaco Vittorio Zito, il quale ha sottolineato come la resilienza di una comunità passi inevitabilmente attraverso la consapevolezza dei rischi e la stretta collaborazione tra le istituzioni locali e il mondo della ricerca scientifica.
Subito dopo l’introduzione istituzionale, la scena è stata occupata dal Professor Alberto Prestininzi, figura di spicco nel panorama della scienza italiana e ambasciatore per l’Italia di CLINTEL, un gruppo internazionale molto autorevole di studiosi del clima. Nel suo intervento introduttivo, Prestininzi ha tracciato una linea netta tra l’approccio ideologico e quello puramente scientifico applicato al discorso climatico. Con fermezza, il professore ha ribadito la necessità di svincolare l’analisi dei fenomeni naturali dalle narrazioni emotive o preconcette, invitando i presenti a guardare ai dati e alla storia climatica come unici strumenti validi per orientare le scelte politiche e gestionali. Questa premessa ha gettato le basi per un dibattito improntato sul pragmatismo e sulla razionalità.
Il cuore del racconto meteorologico è stato invece affidato a Peppe Caridi, direttore di MeteoWeb. Con un intervento descritto dai presenti come brillante e affascinante, Caridi ha ricostruito i dettagli del Ciclone Harry che, solo un mese fa, ha colpito con violenza il Sud Italia. Attraverso una narrazione documentata e coinvolgente, il giornalista ha analizzato la genesi e l’evoluzione di un fenomeno che ha messo a dura prova il territorio, spiegando le dinamiche fisiche in gioco e l’importanza di una comunicazione meteorologica corretta, che sappia informare senza cedere al sensazionalismo ma senza sottovalutare la potenza distruttrice della natura.
Successivamente, il Professor Prestininzi è tornato a prendere la parola per un approfondimento tecnico-scientifico di alto profilo. In questa fase, l’analisi si è spostata sul contrasto a quello che è stato definito il “catastrofismo climatico“. Fornendo indicazioni precise e dati storici, il docente ha smontato diverse “bufale” che circolano nel dibattito pubblico, offrendo una visione critica che riporta l’attenzione sulla ciclicità dei fenomeni naturali. Il suo discorso ha evidenziato come spesso l’allarmismo mediatico finisca per oscurare le reali criticità del territorio, che richiedono manutenzione e interventi strutturali piuttosto che slogan ambientali.
L’attenzione si è poi spostata sulle dinamiche marine con l’intervento del Professor Felice Arena, ordinario di costruzioni marittime presso l’Università Mediterranea di Reggio Calabria. Il suo contributo si è focalizzato sulla fisica delle onde e sulla dinamica delle mareggiate estreme, elementi che rappresentano la sfida principale per la tenuta delle infrastrutture costiere. Arena ha illustrato le strategie ingegneristiche più avanzate per la protezione dei litorali, spiegando come solo una profonda conoscenza dei moti ondosi possa permettere la progettazione di opere di difesa realmente efficaci e durature nel tempo.
La parte conclusiva dell’evento è stata caratterizzata da un dibattito estremamente sentito e partecipato. Numerosi sindaci del comprensorio e autorità locali hanno preso la parola, trasformando l’incontro in un tavolo tecnico operativo. Il confronto si è focalizzato in particolare sulle soluzioni specifiche per il porto di Roccella Jonica, infrastruttura vitale per l’economia locale costantemente minacciata dal fenomeno dell’erosione costiera. Dall’assemblea sono emerse indicazioni chiare sulla necessità di adottare modelli di gestione flessibili e soluzioni adeguate alle peculiarità della costa calabrese, ribadendo che solo attraverso un’alleanza tra scienza e buona amministrazione si può garantire la sicurezza e lo sviluppo del territorio.




















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