Il ciclone Gezani ha colpito con violenza la città portuale di Toamasina, seconda per dimensioni in Madagascar, causando almeno 20 morti, 33 feriti e 15 dispersi, secondo l’ultimo bilancio diffuso dall’Ufficio Nazionale per la Gestione dei Rischi e dei Disastri (BNGRC). Le raffiche di vento hanno raggiunto i 250 km/h, scoperchiando tetti, abbattendo alberi e pali della corrente e causando gravi danni alle abitazioni e alle attività commerciali della città, che conta circa 400mila abitanti.
L’avanzata di Gezani ha seguito quella di un altro ciclone mortale, Fytia, che meno di 2 settimane fa aveva provocato 14 vittime e oltre 85mila evacuati. La stagione dei cicloni in Madagascar, che va da novembre a marzo, espone regolarmente la popolazione a questi eventi estremi, con effetti devastanti su infrastrutture e sviluppo economico.
Secondo il servizio meteorologico nazionale, Gezani si è indebolito trasformandosi in tempesta tropicale mentre attraversava l’isola da Est a Ovest, passando a circa 100 km a Nord della capitale Antananarivo, anch’essa sotto allerta rossa per possibili inondazioni. Le previsioni indicano che il ciclone potrebbe rientrare nel Canale del Mozambico, rafforzarsi nuovamente e dirigersi verso la costa sud-occidentale dell’isola nella prossima settimana.
Il presidente malgascio Michael Randrianirina, insediatosi dopo il colpo di stato di ottobre, si è recato a Toamasina per verificare i danni e incontrare i residenti.





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