Il relitto che riemerge dal passato: a Stoccolma riaffiora nave militare del ‘600

Svelata dai livelli eccezionalmente bassi del Mar Baltico, la struttura racconta storia, ingegno e misteri della Marina svedese

Un’antica nave militare svedese, rimasta nascosta sott’acqua per circa 4 secoli, è tornata visibile nelle acque del centro di Stoccolma a causa dell’eccezionale abbassamento del livello del Mar Baltico. Le assi di legno dello scafo, sorprendentemente ben conservate, affiorano oggi vicino all’isola di Kastellholmen, offrendo agli archeologi e al pubblico uno spettacolare scorcio sul passato navale del Nord Europa. Secondo gli esperti, si tratta di un relitto affondato deliberatamente dalla Marina svedese intorno al 1640. L’operazione non fu un incidente, ma una scelta ingegneristica precisa: la nave, dopo aver terminato il proprio servizio militare, sarebbe stata utilizzata come base strutturale per la costruzione di un ponte diretto verso l’isola di Kastellholmen. Riutilizzare lo scafo, costruito in robusto legno di quercia, rappresentava una soluzione pratica ed economica rispetto all’impiego di nuovo materiale.

Gli archeologi non sono ancora riusciti a identificare con certezza l’imbarcazione. Il relitto, infatti, fa parte di un gruppo di 5 navi affondate e disposte in linea nella stessa area per sostenere il ponte. Tutti i relitti risalgono a un periodo compreso tra la fine del XVI secolo e l’inizio del XVII, rendendo complesso distinguere con precisione le singole imbarcazioni.

La straordinaria conservazione del legno è legata alle particolari condizioni ambientali del Mar Baltico. In queste acque, infatti, mancano i teredini, molluschi marini noti per nutrirsi del legno delle navi sommerse. L’assenza di questi organismi ha permesso allo scafo di mantenersi intatto per oltre 400 anni, offrendo oggi una rara testimonianza dell’architettura navale dell’epoca.

Parti della nave erano già affiorate nel 2013, ma mai in modo così evidente come oggi. Il fenomeno è legato a un prolungato periodo di alta pressione atmosferica che ha interessato l’area nordica, spingendo le acque del Baltico verso il Mare del Nord e l’Oceano Atlantico. Questo spostamento ha determinato un abbassamento del livello del mare, considerato tra i più significativi dell’ultimo secolo.

Il ritrovamento si inserisce all’interno di un più ampio progetto di ricerca denominato “La Marina perduta“, volto a individuare, catalogare e datare con precisione i numerosi relitti di navi svedesi presenti sul fondale del Mar Baltico. Gli studiosi sperano che l’emersione temporanea dello scafo possa fornire nuove informazioni sulla tecnologia navale, sulle strategie militari e sulle tecniche costruttive utilizzate tra ‘500 e ‘600.