Sono almeno quattro le vittime delle gravi inondazioni che da una settimana stanno interessando il nord-ovest del Marocco. Tra queste, anche un bambino di due anni, mentre una quinta persona risulta dispersa. L’enorme quantità di pioggia, che ha causato l’allagamento di strade ed edifici, ha già prodotto oltre 150mila sfollati, di cui 40mila risiedono in tende da campo nei pressi del villaggio di Kenitra, a nord di Rabat. I servizi di soccorso lavorano a pieno regime per mettere in salvo i residenti, anche con elicotteri e imbarcazioni. Immagini video girate dall’alto mostrano intere aree finite sott’acqua, comprese le campagne.
Come evidenziano le fonti di stampa locale, si tratta della più drammatica inondazione che il Paese nordafricano sperimenta in anni, e che arriva dopo la grave siccità vissuta negli ultimi sette anni, fenomeno che, insieme alle temperature estive da record, ha causato problemi sanitari ma anche alla produzione alimentare nazionale.
Se da un lato tutta questa pioggia ha definitivamente scacciato le preoccupazioni legate alla siccità, riempiendo i bacini e riportando le riserve idriche a livelli ordinari, ora si teme per la sicurezza della popolazione a causa delle inondazioni. Gli abitanti delle aree colpite riferiscono di avere molta paura che la situazione possa ulteriormente peggiorare, dal momento che le precipitazioni non stanno rallentando, e di non essere certi di poter fare ritorno alle proprie case.


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