L’Agricoltura 4.0 torna a crescere in Italia: la ricerca del Politecnico di Milano e dell’Università di Brescia

In primo piano: i futuri schemi di carbon farming e agricoltura digitale; Image Line porta al convegno dell’Osservatorio Smart Agrifood il caso RegTech del Quaderno di Campagna, insieme a Terremerse, e il progetto LIFE VitiCaSe

In occasione del convegno annuale dell’Osservatorio Smart Agrifood del Politecnico di Milano e dell’Università di Brescia, le soluzioni digitali di Image Line® sono al centro della testimonianza portata da Terremerse Società Cooperativa, che ne illustra il ruolo strategico come strumenti a supporto dell’assistenza tecnica e come veri e propri esempi di RegTech agricola, capaci di trasformare obblighi normativi complessi in processi operativi strutturati, automatizzati e verificabili.
Il convegno, dedicato alla presentazione dei risultati della Ricerca 2025 sugli impatti dell’innovazione digitale nel settore agroalimentare, fa il punto su mercato dell’Agricoltura 4.0, diffusione delle tecnologie digitali, applicazioni dell’Intelligenza Artificiale e ruolo delle startup nell’innovazione nazionale e internazionale.

QdC® – Quaderno di Campagna®: la RegTech agricola che traduce le norme in processi digitali

Con la norma nazionale che completa la transizione al registro dei trattamenti digitale (QdCA) e richiede dal primo gennaio 2027 l’obbligo di tenuta in forma digitale, cambia la natura stessa dei dati di campo: non più semplici registri aziendali difensivi, ma dati amministrativi con valore regolatorio, interoperabili con il Fascicolo Aziendale. Il Fascicolo diventa così il cuore dell’infrastruttura regolatoria della PAC, fonte ufficiale per controlli, condizionalità, eco-schemi e pagamenti. In questo contesto, il QdC® – Quaderno di Campagna® digitale di Image Line può essere considerato a pieno titolo uno strumento di RegTech agricola: è progettato per adempiere in modo automatizzato e verificabile agli obblighi di alimentazione del Fascicolo Aziendale, traducendo i requisiti previsti da Agea e dal quadro di riferimento della PAC in processi digitali strutturati, prevenendo errori di compliance e riducendo il rischio amministrativo per agricoltori e Pubblica Amministrazione.

QdC svolge la funzione di un vero e proprio “traduttore normativo”: non chiede all’agricoltore di interpretare decreti o circolari, ma guida la corretta registrazione delle operazioni di campagna, applica vincoli e controlli di coerenza e genera flussi di dati standardizzati verso il Fascicolo Aziendale. I controlli ex ante, su coltura, superficie, periodo, allineamento con il piano colturale e alert su dati mancanti o incongruenti, riducono il rischio di sanzioni, tagli ai pagamenti e contenziosi, spostando la compliance dal controllo finale alla prevenzione dell’errore.

“Con il nuovo quadro normativo, dalla digitalizzazione del registro dei trattamenti alla centralità del Fascicolo Aziendale, le agritech non si configurano più come un semplice tool o un gestionale, ma diventano un abilitatore di compliance continua”, commenta Cristiano Spadoni, Project Development Leader della Business Unit AgroInnovation di Image Line. “La collaborazione con Terremerse ci permette di dimostrare in modo concreto cosa significa fare RegTech agricola: integrare il Quaderno di Campagna nei flussi gestionali della cooperativa, ridurre gli adempimenti manuali e trasformare i dati di campo in una base solida per decisioni tecniche, accesso agli incentivi e nuove opportunità di mercato”. 

Terremerse: interoperabilità e assistenza tecnica sul campo

Nel quadro del convegno, Terremerse porta la propria testimonianza sull’utilizzo di QdC – Quaderno di Campagna e sull’interoperabilità con i sistemi gestionali interni. La cooperativa ha infatti adottato QdC, integrandolo con il proprio gestionale tramite un servizio basato su API Rest, che mette in comunicazione il magazzino dei mezzi tecnici delle singole aziende agricole con il Quaderno di Campagna.
Grazie a questo collegamento, il gestionale comunica direttamente con QdC, riducendo significativamente i tempi di inserimento e il rischio di errori nei registri di campo. L’approccio condiviso da Terremerse e Image Line – fondato sulla corretta gestione delle informazioni e sulla collaborazione tra chi produce i dati in campo e chi fa assistenza e consulenza – si conferma fondamentale per trarre dalle tecnologie digitali le migliori strategie agronomiche e gestionali.

A intervenire per Terremerse è stato il dott. Martino Marin, Assistenza Tecnica Gestione Risorse Idriche della Ricerca e Sviluppo, specializzato nella gestione irrigua e nella digitalizzazione delle aziende agricole. La sua attività è focalizzata sulla sperimentazione di strumenti innovativi per la razionalizzazione degli interventi irrigui e fertirrigui e sull’elaborazione dei dati finalizzati all’efficientamento degli input produttivi, per accompagnare gli imprenditori agricoli nella traduzione della tecnologia in scelte agronomiche concrete.

LIFE VitiCaSe: RegTech climatica e agricoltura digitale rigenerativa

L’approccio di Image Line si estende dalla compliance normativa alla sostenibilità climatica, attraverso il concetto di agricoltura digitale rigenerativa: un modello in cui la quantificazione e la valutazione dei dati di campo alimentano percorsi collaborativi di innovazione, misurazione degli impatti ambientali e coinvolgimento degli attori di filiera, convalidando le prestazioni rigenerative e garantendo trasparenza per agricoltori e consumatori. In questa direzione, la piattaforma MRV (Monitoring, Reporting, Verification) oggetto del progetto LIFE VitiCaSe rappresenterà una soluzione di RegTech climatica. La piattaforma consente di raccogliere e strutturare fin da ora dati di campo verificabili e tracciabili sulle pratiche agronomiche e sugli stock di carbonio nel suolo, anticipando i futuri obblighi normativi europei in materia di carbon removals e carbon farming. Grazie a questo approccio, gli agricoltori possono accedere in modo credibile e tempestivo ai futuri schemi di certificazione dei crediti di carbonio, senza dover ricostruire ex post le evidenze richieste dagli standard. La piattaforma si inserisce nel quadro della nuova Soil Monitoring Law, la prima normativa europea dedicata in modo organico alla salute del suolo, che riconosce il suolo come risorsa strategica per sicurezza alimentare, resilienza climatica e tutela della biodiversità.

LIFE VitiCaSe si configura così come un progetto pilota allineato alle più recenti politiche europee, dimostrando come la viticoltura possa diventare un laboratorio avanzato di innovazione climatica, capace di coniugare pratiche agricole virtuose, strumenti digitali di monitoraggio e opportunità economiche per le imprese agricole.

Un settore in ripresa: digitale e sostenibilità

I risultati della Ricerca 2025 dell’Osservatorio Smart Agrifood del Politecnico di Milano e dell’Università di Brescia “evidenziano segnali di ripresa del mercato italiano dell’Agricoltura 4.0 dopo la contrazione del 2024: il mercato torna a crescere nel 2025 con un +9%, raggiungendo i 2,5 miliardi di euro e tornando sui livelli del 2023. La spinta arriva soprattutto dalla componente software del mercato, in particolare dai software gestionali per l’azienda agricola (FMIS) – in crescita del 17% rispetto al 2024 – e dai sistemi di supporto alle decisioni (DSS), che registrano un +26%, confermando il ruolo centrale delle piattaforme digitali nella trasformazione delle imprese agricole.

La necessità di gestire il cambiamento climatico e di garantire una maggiore sostenibilità delle produzioni si conferma sempre più centrale. Il digitale gioca un ruolo strategico: l’Unione Europea incrementa i finanziamenti alla ricerca e innovazione nello smart agrifood, con forte focus sull’Intelligenza Artificiale, e l’Italia si posiziona al 5° posto fra i Paesi UE per finanziamenti ricevuti. Accanto alle dimensioni ambientali, resta cruciale la sostenibilità economica e la competitività del settore: il carbon farming, nonostante una fase di rallentamento percepita, mostra una dinamica di mercato ancora positiva, sostenuta dalla domanda di crediti di carbonio di maggiore qualità, in cui il digitale può ampliare e rendere più accessibili le opportunità per gli agricoltori.

La ricerca segnala però anche i principali freni alla digitalizzazione: una scarsa conoscenza delle opportunità offerte dalle soluzioni 4.0 da parte delle aziende che non hanno ancora investito, la contrazione degli incentivi pubblici – con solo il 21% delle aziende agricole, soprattutto di grandi dimensioni, disposto a investire anche senza agevolazioni – e criticità strutturali legate a interoperabilità e competenze specialistiche, su cui si registrano ancora pochi avanzamenti. Allo stesso tempo, emergono segnali incoraggianti: cresce la consapevolezza sull’uso integrato delle soluzioni di Agricoltura 4.0, non più percepite solo come strumenti di campo ma come leve per la gestione complessiva dell’azienda agricola; l’analisi di 30 casi pilota in 20 Paesi europei evidenzia infatti un ROI positivo e benefici netti in termini di uso più efficiente degli input, riduzione dei costi, miglioramento delle rese, della produttività e della qualità del lavoro”.

Agricoltura 4.0