A due giorni di distanza dalla violenta ondata di maltempo che ha flagellato il Sud Italia, arrivano le conferme tecniche sulla reale natura dei fenomeni che lo scorso 17 febbraio hanno seminato il caos tra Puglia e Campania. Non si è trattato di semplici temporali, ma di veri e propri vortici tornadici, come confermato dall’analisi dettagliata di PRETEMP (il gruppo di ricercatori e meteorologi specializzato in previsioni e monitoraggio di eventi estremi). Tra l’una e le due di notte di martedì 17, un tornado di intensità rilevante ha colpito duramente il brindisino, in particolare tra i comuni di Oria e Torre Santa Susanna.
Secondo il report, dopo una meticolosa geolocalizzazione dei danni, “è apparsa evidente la natura tornadica dell’evento, all’inizio incerta: lungo un percorso di almeno 9.7 km (ma molto probabilmente più lungo) e largo fino a circa 360 metri nella parte meridionale di Oria, il vortice ha causato danni seguendo un pattern ciclonico, con trasporto di detriti e asporto di rami degli alberi lasciando intatti i tronchi“. Gli studiosi hanno classificato la furia del vento come un grado “IF1.5 della Scala Fujita Internazionale, o F1 al limite con il grado F2 sulla Scala Fujita tradizionale“, sottolineando come solo l’orario notturno abbia evitato una tragedia umana.
Poche ore dopo, nel pomeriggio dello stesso giorno intorno alle 15, la zona meridionale di Aversa (CE) è stata colpita da un secondo evento, definito da PRETEMP come un “tornado più effimero” che, iniziato con un diametro di circa 150 metri, si è poi progressivamente rimpicciolito. In entrambi i casi, la documentazione visiva e i dati dei radiosondaggi hanno confermato la presenza di “ottime condizioni dinamiche per lo sviluppo di tornado mesociclonici“, trasformando una giornata di instabilità in un doppio evento meteorologico di rara violenza per il periodo.
I punti chiave dell’analisi PRETEMP
- Evento Oria (BR): percorso di 9.7 km, larghezza 360m, intensità F1/F2.
- Evento Aversa (CE): tornado “effimero” di grado F0, danni a veicoli e linee elettriche.
- Cause tecniche: presenza di supercelle e Rear Inflow Jet (correnti discendenti veloci).
- Sicurezza: nessun ferito segnalato, nonostante i gravi danni materiali.
Immagini aeree di “Terremoti e Meteo in tempo reale” dei danni causati dal passaggio di una tromba d’aria ad Oria (BR), in Salento




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