A La Rosière, rinomata stazione sciistica dell’Espace San Bernardo in Savoia, l’inverno sta mostrando il suo volto più estremo e spettacolare: nelle ultime ore sono circolate immagini in cui automobili parcheggiate risultano quasi completamente sepolte dalla neve, un dettaglio che da solo rende l’idea della portata dell’episodio. Il quadro è il risultato di una sequenza di perturbazioni ravvicinate, capaci di scaricare neve in modo persistente dalla media montagna fino alle quote più elevate.
In alcuni punti, dove l’orografia e l’esposizione al vento favoriscono l’accumulo, il manto nevoso può raggiungere spessori localmente vicini ai 2–3 metri, soprattutto sotto forma di cumuli da vento e depositi irregolari.

Dal punto di vista meteorologico, la dinamica è coerente con le grandi nevicate alpine: aria umida e carica di precipitazioni in risalita, inserita in un contesto termico sufficientemente freddo da mantenere la neve asciutta e farinosa. La forma stessa dei cumuli, che ricalcano la sagoma delle vetture, suggerisce infatti una neve leggera e modellata dal vento, tipica delle fasi con temperature stabilmente negative.
Oltre al paesaggio “da cartolina”, però, questo tipo di evento porta con sé un aspetto operativo cruciale: con così tanta neve recente, spesso rimaneggiata dal vento, aumenta rapidamente la probabilità di instabilità del manto e di valanghe, soprattutto sui pendii ripidi e nei canaloni. È il classico scenario in cui anche piccoli sovraccarichi possono diventare un fattore di rischio.
In sintesi, La Rosière sta vivendo una delle fasi di innevamento più rilevanti della stagione, con accumuli eccezionali che impressionano per impatto visivo ma che richiedono, allo stesso tempo, un approccio prudente alla montagna.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?