Il bacino dell’Evros torna a vivere una fase di emergenza idro-meteorologica di elevata criticità, con livelli idrometrici che in più sezioni superano soglie compatibili con esondazioni diffuse e con un sistema arginale già messo a dura prova negli ultimi anni. La combinazione tra precipitazioni intense nel settore a monte e contributi di piena provenienti dalla Bulgaria ha generato una nuova onda di piena che sta scorrendo lungo l’asse nord-sud del fiume, impattando in modo differenziato sui comuni della Tracia orientale.
Orestiada: attenuazione temporanea, ma rischio ancora alto
Nel territorio di Orestiada si osserva una relativa stabilizzazione delle portate in ingresso dal confine settentrionale. L’onda principale sembra aver perso parte della sua energia, anche grazie alla riduzione dei deflussi dal bacino artificiale di Ivaylovgrad lungo l’Arda. Si tratta tuttavia di un equilibrio fragile: i terreni agricoli sommersi restano vulnerabili a eventuali nuove pulsazioni di piena e a un possibile incremento dei deflussi a monte.

Didymoteicho–Soufli: la fase più delicata
Diversa la situazione più a sud, tra Didymoteicho e Soufli, dove l’onda è ancora in transito. Al punto idrometrico di Petalo il livello del fiume si mantiene intorno a 6,74 m, mentre a Pythio si registra un valore di 6,82 m, con tendenza ancora crescente. Numeri che, in termini idraulici, indicano esondazioni estese nella fascia perifluviale e pressioni notevoli su infrastrutture e argini.
Nell’area di Didymoteicho si contano numerose rotture arginali sia lungo l’Evros sia lungo l’Erithropotamos, con la conseguente diffusione incontrollata delle acque nella pianura. Le stime operative parlano di circa 30.000 stremmi sommersi, con tempi di drenaggio che potrebbero superare le otto settimane, in funzione delle condizioni meteo e della capacità di smaltimento della rete di scolo.
Ancora più estesa la criticità nella pianura di Soufli, dove le superfici allagate superano i 60.000 stremmi. Dopo il cedimento arginale in prossimità di Amorio, la massa d’acqua si è diretta verso Lavara, imponendo misure urgenti di contenimento per proteggere il tessuto urbano e le infrastrutture strategiche.
Impatto sul settore primario e gestione del rischio
Il bilancio provvisorio evidenzia oltre 100.000 stremmi di terreno coltivato o coltivabile sotto acqua lungo l’intero corridoio perifluviale. Restano attive decine di denunce di danno nel settore agricolo nell’ambito delle procedure dell’ELGA, con termini prorogati per consentire una mappatura più accurata delle superfici colpite.

Dal punto di vista tecnico, il quadro idrologico dell’Evros rimane fortemente compromesso: alte portate, rotture multiple degli argini e un’elevata persistenza dell’allagamento configurano uno scenario di crisi complessa, in cui le prossime 24 ore saranno determinanti. Non solo per la gestione del picco di piena, ma anche per pianificare interventi strutturali e mitigare gli impatti su economia agricola, viabilità e sicurezza degli insediamenti.
L’evoluzione dipenderà dall’andamento delle precipitazioni nel bacino transfrontaliero e dalla regolazione dei deflussi a monte. In un contesto di crescente frequenza di eventi estremi, il caso Evros rappresenta un banco di prova cruciale per la resilienza idraulica dell’intera area balcanica.


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