Nella mattinata odierna il territorio di Tarquinia (Viterbo) è tornato a fare i conti con una situazione di criticità idraulica concreta, dopo che il fiume Marta e il fosso Mignone sono andati in piena fino a tracimare in più punti. L’episodio si inserisce in una fase di maltempo ormai persistente sul Lazio, alimentata da un nuovo impulso perturbato capace di scaricare piogge diffuse e localmente intense, proprio sui bacini più vulnerabili della Tuscia costiera.
Perché Marta e Mignone sono corsi d’acqua sensibili alle piogge intense
Dal punto di vista idrologico, i corsi d’acqua della fascia costiera viterbese rispondono spesso in modo molto rapido alle precipitazioni, soprattutto quando le piogge arrivano a più riprese nel giro di pochi giorni. In questi casi, il problema non è solo l’intensità dei rovesci nell’ultima fase, ma soprattutto il fatto che il terreno risulta già saturo, quindi incapace di assorbire nuovi apporti.

Quando i suoli non riescono più a drenare, l’acqua defluisce in superficie con maggiore efficienza e si riversa nei fossi e nei canali minori, che rappresentano il primo anello della catena di piena.
Tracimazioni e allagamenti nelle aree rurali
Le segnalazioni più significative arrivano dal tratto terminale dei corsi d’acqua, tra la foce del Mignone e il basso corso del Marta, dove l’innalzamento del livello idrometrico è stato repentino. In poche ore l’acqua ha superato le aree golenali, invadendo campi agricoli e zone rurali, con allagamenti che hanno interessato anche alcune abitazioni isolate.
È la dinamica tipica delle piene rapide di pianura, dove bacini relativamente contenuti possono comunque produrre criticità importanti se colpiti da piogge persistenti e da rovesci intensi.

Soccorsi: salvate persone e animali
Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco di Viterbo, con il supporto di soccorritori specializzati in ambiente acquatico. L’impiego di mezzi fuoristrada, attrezzature tecniche e gommoni da rafting conferma che la piena non era un semplice ristagno, ma una situazione con acqua in movimento e potenzialmente pericolosa.
Nel corso delle operazioni sono state tratte in salvo tre persone e due cani, rimasti isolati dall’acqua in rapida crescita: un dettaglio che dà la misura della velocità con cui, in questi contesti, la situazione può evolvere da “gestibile” a emergenza.
Cosa aspettarsi nelle prossime ore
Con un quadro meteorologico ancora instabile e la possibilità di ulteriori precipitazioni, la fase più delicata riguarda proprio il mantenimento di livelli elevati nei corsi d’acqua, con rischio di nuove tracimazioni nei settori già allagati. In presenza di terreni saturi, infatti, anche impulsi di pioggia non eccezionali possono produrre un ulteriore incremento idrometrico.
Per questo, nelle prossime ore sarà fondamentale monitorare il territorio e limitare gli spostamenti nelle aree più esposte, evitando strade secondarie, guadi e zone prossime agli argini, soprattutto nei tratti di foce e nelle campagne.
Un episodio come quello di Tarquinia conferma quanto i corsi d’acqua costieri del Lazio possano diventare rapidamente critici durante le fasi perturbate di lunga durata, soprattutto quando il terreno arriva già carico dalle piogge dei giorni precedenti.
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