Una violenta mareggiata da sud, praticamente in assenza di vento o piogge particolari, l’esondazione del fiume Musone a causa del mare che non riceve, e conseguenti allagamenti e danni a strutture balneari su tutti i 9 chilometri di lungomare di Porto Recanati (Macerata), in particolare a Scossicci ma anche nella zona sud del centro. L’emergenza, iniziata nella tarda serata di ieri, con gli allagamenti e i disagi per gli chalet, è poi proseguita e si è aggravata nella notte con l’uscita del fiume Musone che ha provocato altri danni anche alla strada lungo la costa, che è stata chiusa a causa dei detriti lasciati dal mare. Sul posto, oltre ai Vigili del Fuoco, ai Carabinieri, la Protezione Civile e il sindaco di Porto Recanati, Andrea Michelini, che ha aperto il Centro operativo comunale per monitorare la situazione e per i primi interventi d’emergenza, in particolare per creare un varco per far defluire l’acqua, in una zona che rappresenta una tra le principali criticità nelle Marche per l’erosione costiera.
Tra le mareggiate e il fiume uscito dall’alveo, gli allagamenti hanno stretto in una morsa il centro costiero, lambendo anche alcune abitazioni senza che, per ora, vi siano state comunque persone evacuate: si registrano danni a pavimentazioni, pertinenze di locali, terrazze, vetrate e alla strada provinciale che è stata momentaneamente chiusa. Ieri sera la furia del mare aveva divelto anche la protezione con grandi sacchi di sabbia poste come barriera per alcuni stabilimenti balneari, con l’acqua che era penetrata in alcuni chalet e altre strutture.
“Chalet devastato” dalla mareggiata
“È praticamente distrutto tutto. Diciotto anni di vita, di lavoro, di tutto finiti a terra“: è il racconto di Giuseppe Frisari, titolare dello chalet Acapulco sul litorale di Porto Recanati. La furia del mare ha sfondato le difese dello stabilimento, entrando completamente all’interno del locale e trascinando con sé detriti e sabbia. Questa mattina lo chalet appare invaso da cumuli, con uomini al lavoro a spalare e liberare gli ambienti. I danni sono ingenti e la struttura risulta pesantemente compromessa.
“Ieri sera c’erano i clienti – spiega Frisari – poi alle 21.30 abbiamo evacuato il locale. Il mare nella nottata è degenerato“. Attimi di paura quando, con l’acqua che avanzava, è ceduta anche una vetrata. “Mi sono spaventato quando ho visto scivolare giù la vetrata e ancora devo andare a letto da ieri – racconta – è una cosa che non auguro a nessuno“. A cena c’erano “una ventina di persone”, fatte uscire in fretta poco prima che la situazione precipitasse.
Il titolare lega quanto accaduto anche alle scelte di protezione del litorale. “Era una situazione che sapevamo sarebbe finita così – dice – quando hanno scelto di mettere gli scogli lì, senza proteggere noi, sapevamo già quale sarebbe stata la nostra fine”. “Mi domando – osserva con amarezza – perché, visto che siamo tra i pochi aperti tutto l’anno, portiamo gente, il locale è pulito, carino, ma non veniamo tutelati”.
La mareggiata ha lasciato lungo il litorale una scia di sabbia e detriti che in più punti ha invaso la passeggiata sul mare. Altri stabilimenti hanno riportato danni, soprattutto più a nord, anche se molti chalet chiusi per la stagione sono stati protetti dai grandi sacchi di sabbia sistemati davanti agli ingressi.
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