Maltempo, nel Sud Sardegna campagne allagate: Coldiretti lancia l’allarme

Maltempo Sardegna, SOS Coldiretti dopo le piogge di gennaio: " produzioni a rischio, preoccupazione per le tenuta delle aziende"

Campi allagati, semine a rilento e in tanti casi mai partite. E ancora, difficoltà sulle potature e sugli interventi di sostegno alle colture in pieno campo, ai frutteti e a tutti i tipi di agricoltura. Gennaio 2026 è stato particolarmente difficile per le aziende agricole della Sardegna centro-meridionale, in particolare dell’Oristanese, e febbraio non sembra aver invertito la tendenza. È la forte preoccupazione di Coldiretti per quanto si sta verificando nel territorio a causa delle incessanti piogge che si stanno abbattendo nell’isola, e che stanno creando grandissimi disagi agli imprenditori agricoli. Gli effetti sono già visibili sulle colture che erano pronte al raccolto, ma il peggio potrebbe arrivare nelle prossime settimane su tutte le produzioni.

È normale che d’inverno piova o che d’estate faccia caldo, ma gli effetti dei cambiamenti climatici si stanno evidenziando in tutta la loro drammaticità – sottolinea Paolo Corrias, Presidente di Coldiretti Oristano -. Le precipitazioni di questo avvio del 2026 hanno un carattere veramente eccezionale e stanno mettendo in seria difficoltà tante aziende”.

Secondo l’associazione gli effetti sulle colture nei campi sono immediatamente collegati a un mancato reddito per le aziende agricole, ma desta preoccupazione anche “la mancata possibilità di poter portare avanti ulteriori coltivazioni, perché continua a essere impossibile lavorare nei campi e fare nuove semine o trapianti“, aggiunge il direttore di Coldiretti Oristano, Emanuele Spanò.

Il rischio di veder mancare molti prodotti sardi nei mercati “è molto concreto – avverte Corrias – se dovesse continuare questa tendenza. Da parte nostra c’è una forte preoccupazione poiché gli agricoltori ormai devono far fronte a costi di produzione sempre più elevati e a una marginalità sempre più risicata e, in certi casi, addirittura inesistente”.

“Necessario affrontare il problema”

Per Coldiretti è dunque necessario che le istituzioni regionali affrontino subito il problema: “la Regione deve decidere quale ruolo merita il comparto agricolo in Sardegna, perché ormai è troppo tempo che si indugia – aggiunge Spanò -. Serve determinazione e capire quali strumenti servono per far sì che le aziende possano investire concretamente sul territorio”.

Per il direttore “si deve permettere una ricapitalizzazione delle nostre aziende agricole affinché possano essere competitive su un mercato sempre più difficile, soprattutto rispetto ai prodotti che arrivano dall’estero a basso costo. Anche in questo si inserisce la grande battaglia di Coldiretti sulla reciprocità”.

Su questo Coldiretti chiede sui bandi e sui sostegni tempi certi: “le nostre aziende hanno bisogno di avere certezze sui tempi dell’iter delle domande, dalla presentazione fino alla liquidazione – rilancia Corrias -. Se un’azienda è meritevole di un contributo pubblico deve poter contare su tempi chiari e definiti per l’effettiva erogazione delle risorse. Oggi, invece, ci troviamo spesso di fronte a situazioni in cui imprese inserite nelle graduatorie dei bandi regionali attendono per anni, per poi vedere tutto risolversi in un nulla di fatto”.