La piena del Mondego sta entrando in una fase che le autorità portoghesi definiscono eccezionale, non solo per l’entità dei livelli idrometrici, ma soprattutto per la rapidità con cui il bacino sta rispondendo alle precipitazioni. Nelle ultime ore, infatti, la combinazione tra piogge persistenti e terreni già completamente saturi nel Portogallo centro-settentrionale ha innescato un incremento marcato del deflusso superficiale, con portate descritte come “mai viste” nella memoria recente.
In questi scenari, il problema non è soltanto l’acqua che scorre nel canale principale, ma lo stress complessivo esercitato su argini, dighe e opere di contenimento lungo il tratto di pianura, in particolare nell’area di Coimbra. Quando una piena assume carattere straordinario, la pressione idrostatica sugli argini cresce in modo significativo: aumentano così i rischi di infiltrazioni, erosione regressiva alla base delle strutture e possibili cedimenti localizzati, anche senza un collasso immediato.

Proprio per questo motivo è stato attivato un monitoraggio h24, con squadre operative e tecnici sul territorio incaricati di intercettare i segnali più precoci di instabilità: filtrazioni, deformazioni del corpo arginale, micro-fratture e zone di cedimento del terreno. In una fase come questa, la tempestività è decisiva: riconoscere un’anomalia nelle prime ore può evitare evoluzioni improvvise e difficilmente gestibili.
Il bacino del Mondego dispone inoltre di un sistema idraulico complesso, con scaricatori e settori “fusibili” progettati per consentire allagamenti controllati di aree agricole a valle. Si tratta di una strategia fondamentale nelle piene estreme: alleggerire la portata nel canale principale significa ridurre i livelli nei tratti più urbanizzati e limitare il rischio di rotture arginali nei pressi dei centri abitati.

Nonostante ciò, il quadro resta definito molto serio, con scenari paragonabili o potenzialmente superiori agli eventi più rilevanti del passato. Per questo, nelle aree rivierasche più vulnerabili, sono state avviate o valutate evacuazioni preventive, con l’obiettivo di mettere la popolazione al sicuro prima che l’evoluzione della piena diventi troppo rapida per interventi ordinari.


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