Maltempo, situazione drammatica nel Cosentino per l’esondazione del Crati: “rabbia e stanchezza, c’è chi ha perso tutto per la 2ª volta in pochi anni” | FOTO

Il sindaco di Corigliano Rossano Flavio Stasi: "il Crati nel pomeriggio di ieri ha superato i 5,50 metri, arrivando con una forza inaudita"

  • crati corigliano rossano
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La provincia di Cosenza ha vissuto una notte relativamente tranquilla dal punto di vista meteorologico rispetto ai giorni precedenti. Nonostante ciò, sono continuate le operazioni di evacuazione di interi nuclei familiari, sia in alcune frazioni di Cassano allo Ionio sia nel territorio di Corigliano Rossano. Il fiume Crati ha rotto gli argini nel corso della notte e ha sommerso d’acqua la Piana di Sibari, proprio tra i Comuni di Cassano allo Ionio e Corigliano-Rossano, sulla fascia ionica cosentina. Le contrade Thurio, Ministalla e Foggia, evacuate preventivamente ieri dal sindaco di Corigliano-Rossano, Flavio Stasi, sono state raggiunte dalla piena. Segnalate criticità tra Laghi di Sibari, Lattughelle, Ministalla e Thurio dopo l’esondazione.

Il Crati nel pomeriggio di ieri ha superato i 5,50 metri, arrivando con una forza inaudita. Sono almeno tre i punti in cui l’argine destro è crollato, uno poco più sopra della ferrovia, due a valle della SS106, invadendo case, terreni, aziende, progetti“, ha scritto questa mattina sul suo profilo Facebook il sindaco di Corigliano Rossano Flavio Stasi. “Intorno alle 17 avevo dato l’ordine di evacuazione su contrada Foggia, Thurio e Ministalla: all’arrivo dell’acqua dunque molti erano già fuori dalle abitazioni, mentre altri sono stati raggiunti grazie a Comune, Protezione Civile, Carabinieri, Polizia, Vigili del Fuoco. Molta gente è ancora fuori di casa, al freddo, perché non ha voluto altre sistemazioni: ne sto incontrando a Ministalla, a Thurio, a Foggia. Siamo qui e siamo stati qui durante tutta la notte, lavorando per consentire alle imprese di intervenire sull’argine rotto, in condizioni difficili ed al buio, perché ogni ora è preziosa. Una delle rotture, forse la più impressionante a monte della ferrovia, è stata già fortemente ridotta e si sta lavorando contemporaneamente sulle altre“.

C’è rabbia oltre che stanchezza: lo dico senza giri di parole e senza ipocrisia. C’è rabbia perché la furia della piena ha rotto un argine che avrebbe già dovuto essere messo in sicurezza, perché ci sono i soldi fermi da anni proprio per questi tratti, perché lo abbiamo chiesto ripetutamente“, ha evidenziato il primo cittadino. “Stiamo lavorando per rallentare, fermare, mitigare, senza sosta, ma c’è gente che per la seconda volta in pochi anni ha perso tutto, che aspetta di poter tornare in casa per capire quali mobili deve buttare, che aspetta di raggiungere i campi e gli animali con la speranza di trovare ancora qualcosa. Spero almeno che stavolta questa gente, almeno, venga tenuta in considerazione e gli venga data la possibilità di ripartire, perché l’ultima volta hanno dovuto rifare tutto da soli“.

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