Il Marocco ha registrato negli ultimi mesi “precipitazioni e afflussi idrici eccezionalmente elevati, che hanno fatto impennare le riserve delle dighe ma hanno anche contribuito a gravi alluvioni in diverse regioni del Paese“. Lo ha dichiarato il Ministro delle Infrastrutture e dell’acqua, Nizar Baraka, intervenendo al consueto briefing settimanale del governo marocchino. Baraka ha riferito che il suo Ministero “è stato pienamente mobilitato durante le recenti inondazioni“, sottolineando “la necessità di una comunicazione basata su competenze tecniche e l’importanza di evitare letture o interpretazioni politiche nelle situazioni di emergenza“. Secondo il Ministro, “da settembre le precipitazioni hanno raggiunto una media di 150 millimetri, con un aumento del 35% rispetto alla media annua di lungo periodo registrata a partire dagli anni Novanta. Le piogge sono risultate tre volte superiori rispetto allo scorso anno, superando i livelli stagionali abituali”.
Anche le nevicate hanno toccato livelli superiori alla norma: “la copertura nevosa ha raggiunto un picco di 55.495 chilometri quadrati, per poi ridursi a 23.186 chilometri quadrati. Dall’inizio della stagione, le aree innevate non sono mai scese sotto i 20.000 chilometri quadrati, con spessori della neve compresi tra uno e due metri”, ha aggiunto il titolare delle Infrastrutture di Rabat.
Dighe in forte crescita
Le condizioni meteorologiche eccezionali in Marocco hanno determinato un forte aumento degli afflussi alle dighe, sia per effetto delle piogge sia dello scioglimento delle nevi. Come riporta la piattaforma marocchina “Hespress”, dall’1 settembre a ieri, gli invasi hanno ricevuto complessivamente 12,17 miliardi di metri cubi d’acqua, di cui 11,7 miliardi a partire dal 12 dicembre, in gran parte concentrati in meno di due mesi.
Per confronto, durante le stagioni 2023-2024 e 2024-2025 gli afflussi annui complessivi non avevano superato i 9,8 miliardi di metri cubi. Solo tra il 28 gennaio e ieri, gli afflussi hanno raggiunto 6,5 miliardi di metri cubi, superando in appena 15 giorni il totale dell’intero anno precedente.
Il livello di riempimento delle dighe a livello nazionale si attesta ora al 69,4%, pari a 11,6 miliardi di metri cubi d’acqua immagazzinata. Otto dei dieci bacini idrografici del Paese superano il 45% di capacità, tra cui Loukkos (93%), Sebou (91%), Bouregreg (92%) e Tensift (82%). Il bacino Draa-Oued Noun resta il più basso con il 33%, mentre Souss-Massa si colloca al 45%.
Baraka ha affermato che “le riserve attuali garantiscono almeno due anni di approvvigionamento di acqua potabile, con una durata compresa tra uno e tre anni a seconda delle regioni”. Il Ministro ha inoltre aggiunto che “sono attesi ulteriori afflussi legati allo scioglimento delle nevi, mantenendo positivi gli indicatori”. Attualmente, “31 dighe superano l’80% di capacità, mentre 11 hanno raggiunto il livello massimo e sono state sottoposte a rilasci controllati“, ha concluso il Ministro Baraka.


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