Meno neve, meno acqua: il segnale dei ghiacciai valdostani

Sotto osservazione la criosfera alpina: i dati 2025 mostrano un calo dell’accumulo nevoso e un ritiro glaciale sempre più rapido

Il monitoraggio aggiornato al 2025 dei ghiacciai della Valle d’Aosta lancia un messaggio chiaro: meno neve significa anche meno acqua disponibile. È quanto segnala la Fondazione Montagna Sicura, che ha diffuso i dati del progetto Sottozero, coordinato dalla Cabina di regia dei ghiacciai valdostani. L’analisi riguarda la criosfera, cioè l’insieme di neve, ghiacciai, ghiaccio di laghi e fiumi e permafrost. Studiare questi elementi è cruciale perché permette di anticipare cambiamenti che influenzano la disponibilità d’acqua e gli ecosistemi montani.

I dati mostrano una tendenza al ribasso. Nel 2024 le precipitazioni complessive – tra pioggia e neve fusa – hanno raggiunto 902 millimetri, l’8% in meno rispetto alla media storica e molto meno dei 1.239 millimetri dell’anno precedente. Anche la neve fresca diminuisce: 430 centimetri contro i 591 della stagione passata, valore inferiore dell’11% rispetto alla media. Il picco massimo dell’altezza della neve si è fermato a 114 centimetri, circa il 19% in meno rispetto sia al 2024 sia alla media storica.

Sul lungo periodo, il segnale più evidente arriva dai ghiacciai: negli ultimi 50 anni ne sono scomparsi 125 e la superficie glaciale si è ridotta del 41%. Il ritiro continua e il bilancio di massa resta negativo, confermando un cambiamento che richiede attenzione scientifica e gestione delle risorse idriche sempre più accurata.