A quanto pare ci siamo: La Niña sta finalmente per togliere il disturbo. I settori equatoriali dell’oceano Pacifico hanno iniziato a scaldarsi e questo ci dice che, con ogni probabilità, entro la primavera torneremo in una fase neutra, senza troppi scossoni. Il vero punto interrogativo, però, è quello che potrebbe succedere subito dopo. Il rischio concreto è che verso la fine del 2026 si presenti un nuovo episodio di El Niño, e la cosa non è affatto da sottovalutare.
Per chi non lo sapesse, El Niño è quella fase del ciclo ENSO dove le acque del Pacifico si scalda molto più del normale. Questo riscaldamento manda letteralmente in tilt gli alisei, cambiando la pressione dell’aria e creando un effetto domino che stravolge il meteo in tutto il mondo. Al momento le temperature superficiali sono ancora bassine, siamo proprio in quella fase tipica di fine ciclo, ma il cambio di rotta sembra ormai davvero dietro l’angolo.

Se questa tendenza venisse confermata, le cose potrebbero farsi serie per il clima globale. C’è il pericolo che il biennio 2026-2027 diventi uno dei più caldi mai registrati. Sarebbe una vera e propria mazzata per l’agricoltura e per tutti quegli ecosistemi che già adesso sono già alle corde.
Ma non è solo una questione di temperatura che sale. El Niño rimescola completamente le carte in tavola: qui da noi nel Mediterraneo, o magari nel sud degli Stati Uniti, potremmo trovarci ad avere a che fare con molta più pioggia del solito, con tutto quello che ne consegue tra alluvioni e frane.
Di contro, in luoghi come il Canada o il nord America, il clima diventerebbe molto più secco e torrido, mettendo in crisi le riserve d’acqua. Cambia parecchio anche la situazione negli oceani. Di solito, quando c’è El Niño, l’Atlantico è un po’ più tranquillo sul fronte degli uragani, mentre nel Pacifico le tempeste aumentano di brutto. Insomma, è un incastro meteo piuttosto complicato che ci toccherà tenere d’occhio molto da vicino nei prossimi mesi.


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