L’anticiclone delle Azzorre ha deciso di mettersi comodo e, per ora, non accenna a schiodarsi. Il risultato? Un caldo anomalo che può sembrare incredibile per il periodo, anche se il mese di febbraio non è nuovo a questo genere di episodi. Se guardiamo le Alpi e i territori oltre confine, i termometri segnano valori piuttosto alti, anche 10°C sopra media rispetto a ciò che dovremmo registrare in questo periodo dell’anno. Un dato in particolare fa riflettere: sulle Alpi Marittime, a oltre 2700 metri di quota, la temperatura non scende sotto lo zero da quattro giorni. Immaginate la scena: per la fisica, a quell’altezza l’acqua dovrebbe essere “marmo”, invece resta allo stato liquido anche di notte.
Cosa significa tutto questo? Significa che tutta quella neve caduta, soprattutto sulle Alpi Occidentali, sta cambiando “faccia” velocemente. Il calore la rende più pesante e indebolisce gli strati superficiali. In pratica, il “freno” che tiene uniti i vari strati del manto nevoso molla la presa. Prepariamoci quindi a una settimana di fusione rapida.
Il rischio valanghe resterà alto proprio perché c’è tantissima neve che, improvvisamente, si ritrova senza il gelo a tenerla compatta. Se avete in programma uscite fuori pista o escursioni in alta quota, prestate un’attenzione particolare: la montagna in questi giorni è in una fase estremamente delicata e instabile. Per questo vanno consultati quotidianamente i bollettini Meteomont e Aineva sul pericolo valanghe.
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