Meteo, caldo record in Mongolia e Cina occidentale: crollano decine di primati storici nel cuore dell’inverno

Un’anomalia termica di portata storica investe l’Asia interna: minime sopra lo zero in aree normalmente sotto i −20°C, geopotenziali da piena primavera e riscaldamento radiativo notturno completamente alterato rispetto alla climatologia continentale

Tra la Mongolia meridionale e la Cina occidentale è in corso un’ondata di caldo di fine inverno che, alla luce dei dati osservativi disponibili, si colloca su livelli eccezionali per estensione e intensità. Le temperature registrate negli ultimi giorni hanno raggiunto valori più tipici della tarda primavera che di febbraio, con anomalie termiche localmente superiori ai 20–30 °C rispetto alla media climatica di riferimento.

In Mongolia, dove nel mese di febbraio le massime si attestano spesso tra −10 e −5 °C e le minime scendono abitualmente sotto i −20 °C, si sono misurate temperature notturne positive anche oltre i 1700 metri di quota. In una stazione dell’area di Ekhiingol la massima ha toccato +15 °C, mentre in un sito montano come Gurvantes la minima notturna è rimasta sopra lo zero: un evento estremamente raro per questo periodo dell’anno. Si tratta di valori che, secondo le serie storiche disponibili, sfiorano o superano record mensili.

Situazione analoga nello Xinjiang, in Cina nord-occidentale, dove città come Ürümqi hanno registrato minime positive in febbraio, un fatto senza precedenti nei dati strumentali locali, mentre decine di stazioni hanno aggiornato i rispettivi primati mensili. Quando un numero così elevato di record cade simultaneamente, è il segnale di una massa d’aria eccezionalmente calda estesa su un’area molto vasta.

La configurazione atmosferica che favorisce il caldo anomalo

Dal punto di vista sinottico, episodi di questo tipo sono generalmente legati alla presenza di una dorsale anticiclonica robusta e persistente ai medi livelli troposferici, con valori di geopotenziale spesso paragonabili a quelli di aprile o maggio. La subsidenza associata all’alta pressione favorisce cieli sereni, forte irraggiamento diurno e compressione adiabatica dell’aria in discesa, amplificando ulteriormente il riscaldamento al suolo.

In alcune aree interne, venti di caduta dai rilievi circostanti possono innescare un effetto favonico, con ulteriore incremento delle temperature e drastica riduzione dell’umidità relativa. Il risultato è un contesto meteorologico capace di produrre valori anomali anche in pieno inverno meteorologico.

Perché le anomalie notturne sono il segnale più rilevante

Dal punto di vista climatologico, le anomalie notturne rivestono un significato particolare. In regioni continentali come la Mongolia, il raffreddamento radiativo invernale è un elemento chiave del bilancio energetico stagionale. La presenza di minime sopra 0 °C a febbraio indica una temporanea interruzione di questo meccanismo, con possibili ripercussioni su manto nevoso, suolo gelato e stabilità degli ecosistemi locali.

Implicazioni climatiche e possibili impatti

Episodi simili, documentati con crescente frequenza in Asia centro-orientale, si inseriscono in un contesto di riscaldamento di fondo che sposta verso l’alto l’intera distribuzione statistica delle temperature. Pur avendo ogni evento una specifica configurazione meteorologica, la probabilità di superare record storici aumenta in un clima più caldo.

Per agricoltura, gestione delle risorse idriche e pianificazione territoriale, ondate di caldo invernali così intense rappresentano una sfida crescente, soprattutto in aree tradizionalmente caratterizzate da inverni tra i più rigidi dell’emisfero nord.