Un episodio termico di eccezionale intensità sta interessando la Penisola Iberica nel pieno dell’inverno meteorologico. In diverse aree della Spagna le temperature massime hanno superato diffusamente i +25 °C, con picchi oltre i +28 °C tra Paesi Baschi e costa cantabrica, mentre nelle Isole Canarie si sono registrati valori superiori ai +30 °C. Numeri che, in termini climatologici, richiamano più la tarda primavera che la fine di febbraio. Le analisi in libera atmosfera mostrano isoterme a 850 hPa nettamente superiori alle medie del periodo su ampie porzioni della Spagna. Si tratta di anomalie di diversi gradi rispetto alla climatologia di fine inverno, segnale che il riscaldamento non è confinato agli strati superficiali ma coinvolge l’intera colonna d’aria. Questo aspetto è cruciale: quando il surplus termico è presente anche in quota, il potenziale di riscaldamento al suolo aumenta sensibilmente, soprattutto in presenza di cielo sereno e forte insolazione.
Il motore sinottico: promontorio subtropicale e blocco
Alla base dell’evento vi è un robusto promontorio subtropicale in espansione dal Nord Africa verso la Penisola Iberica e parte dell’Europa occidentale. L’ondulazione del getto polare ha favorito una configurazione di blocco, con aria molto mite di origine subtropicale continentale convogliata verso la Spagna.
La subsidenza associata alla dorsale anticiclonica induce compressione adiabatica e ulteriore riscaldamento della massa d’aria, oltre a un marcato disseccamento degli strati medi e bassi. Il risultato è un soleggiamento efficace e un rapido incremento delle temperature nelle ore centrali del giorno, in particolare nelle valli interne e nelle aree sottovento ai rilievi.
Nord della Spagna e Pirenei: effetto favonico decisivo
Tra Paesi Baschi, Cantabria e zone pedemontane dei Pirenei, oltre all’avvezione calda su larga scala, ha agito un evidente effetto favonico. L’aria, forzata a superare la catena montuosa, si è riscaldata per compressione nella discesa sul versante sottovento, contribuendo a massime superiori ai 28 °C in pieno inverno.
Anche le quote montane hanno registrato valori del tutto atipici: oltre 20 °C attorno ai 1000 metri e circa 16 °C verso i 1500 metri, condizioni termiche normalmente associate a mesi ben più avanzati.
Canarie oltre i 30 °C: contributo subtropicale e calima
Nell’arcipelago delle Canarie, dove febbraio è generalmente mite ma non estivo, il superamento dei 30 °C rappresenta un’anomalia significativa. In media, le massime stagionali si collocano tra 18 e 21 °C alle basse quote. L’attuale configurazione, con flussi da est o sud-est, ha favorito l’afflusso di aria continentale calda dal Nord Africa, talvolta associata a episodi di calima, e ulteriormente riscaldata per subsidenza.
Un episodio fuori scala per la stagione
L’evento in corso si distingue per estensione geografica e intensità verticale del riscaldamento. Non si tratta di un semplice picco locale, ma di una fase calda strutturata, sostenuta da dinamiche sinottiche ben definite. In un contesto climatico in evoluzione, episodi di questo tipo evidenziano la crescente variabilità e la capacità delle configurazioni anticicloniche subtropicali di spingersi con decisione verso latitudini temperate anche nel cuore dell’inverno.



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