Meteo, Canada nord-occidentale in modalità ‘primavera’: massime fino a +19–20°C e gelo che arretra di colpo

Meteo Canada, dove si registrano i picchi più sorprendenti: le aree costiere e vallive che in febbraio dovrebbero restare su valori molto più bassi

L’inizio di febbraio sta mettendo in scena uno degli assetti atmosferici più interessanti (e anomali) della stagione invernale sul continente nordamericano: un dipolo termico estremamente marcato, con mitezza quasi primaverile sul Canada occidentale e, all’opposto, freddo pienamente invernale sul settore sud-orientale degli Stati Uniti. Tra British Columbia e praterie canadesi si è consolidata una robusta struttura anticiclonica di matrice pacifica, capace di pilotare verso nord masse d’aria insolitamente miti. Il risultato è un pattern di avvezione subtropicale che, per persistenza e intensità, si discosta nettamente dal clima tipico di inizio febbraio.

Le anomalie positive sono risultate localmente impressionanti, con scarti anche superiori ai 10–20°C rispetto alla climatologia. In British Columbia non sono mancate massime vicine ai +20°C, valori più compatibili con la tarda primavera che con il cuore dell’inverno boreale. Alcune località costiere e vallive hanno toccato picchi di assoluto rilievo, con temperature massime diffusamente comprese tra +17 e +19°C in aree dove, in questo periodo, le medie stagionali oscillano intorno ai +5°C.

Temperature Canada

Questo tipo di configurazione viene spesso definito “spring-like pattern” in pieno inverno: non significa che l’inverno sia finito, ma che la circolazione emisferica sta temporaneamente favorendo un richiamo mite eccezionale proprio sul quadrante pacifico-canadese.

Sud-Est USA: ritorno del gelo e neve invernale

All’estremo opposto, sul settore orientale del continente, la corrente a getto sta assumendo un’ondulazione ciclonica molto netta, con una saccatura estesa dal Canada centrale verso il Golfo del Messico. È la classica configurazione “ridge a ovest – trough a est”, che tende a scaricare aria artica lungo le Grandi Pianure e poi verso Midwest e Sud-Est.

In queste aree, l’effetto al suolo è concreto: temperature sotto media, gelate diffuse e nevicate anche in zone dove la neve non è un evento frequente. L’inverno, qui, non solo resta vivo: in alcuni casi si mostra persino più severo del normale.

Un getto più ondulato e il ruolo del vortice polare

Il quadro generale è coerente con una fase di getto polare molto ondulato, favorita anche da un vortice polare meno compatto rispetto alla media stagionale. In queste condizioni aumentano gli scambi meridiani: da un lato risalite calde molto spinte verso latitudini elevate, dall’altro affondi freddi capaci di raggiungere rapidamente gli Stati Uniti orientali.

In sintesi, il Nord America sta vivendo un inizio di febbraio dominato da contrasti fortissimi: quasi primavera in Canada occidentale, inverno pieno nel Sud-Est USA. Un assetto che non è solo curioso, ma anche un ottimo esempio di come la dinamica del getto possa ridisegnare, nel giro di pochi giorni, l’intera geografia del freddo e del caldo su scala continentale.