A prima vista potrebbe sembrare un semplice “velo” grigiastro sul golfo del Termaico, ma quanto osservato questa mattina su Salonicco è un episodio meteorologico ben riconoscibile: la classica nebbia da irraggiamento, uno dei fenomeni più tipici delle notti calme invernali e tardo-autunnali nelle aree costiere chiuse. Il meccanismo è semplice, ma estremamente efficace: durante la notte, soprattutto in condizioni di vento debole e atmosfera stabile, il suolo perde calore per irraggiamento. L’aria a contatto con la superficie si raffredda rapidamente e, quando la temperatura si avvicina al punto di rugiada, l’umidità relativa raggiunge la saturazione e iniziano a formarsi le micro-goccioline sospese che costituiscono la nebbia.
A Salonicco, però, entra in gioco un elemento decisivo: la geografia del golfo del Termaico. Il bacino favorisce l’accumulo di aria fredda e umida nei bassi strati e limita il rimescolamento verticale, rendendo la nebbia più fitta, più persistente e spesso più concentrata lungo la fascia urbana costiera rispetto alle colline circostanti.

Dissolvimento: non sempre rapido
Con l’alba, l’aumento della radiazione solare inizia lentamente a riscaldare il suolo, favorendo l’evaporazione delle goccioline. In molte situazioni la nebbia tende a dissolversi nel giro di 2–4 ore, ma quando è presente una marcata inversione termica e la ventilazione resta quasi nulla, la dissipazione può richiedere più tempo e la visibilità può restare critica anche fino a tarda mattinata.
Impatti: visibilità e trasporti
Il problema principale non è tanto la temperatura (spesso relativamente mite, intorno a 6–9°C nel centro urbano), quanto la combinazione tra umidità elevata e visibilità ridotta. In questi casi, non è raro scendere sotto i 200–300 metri in alcuni tratti stradali e nelle aree prossime all’aeroporto “Macedonia”, con potenziali rallentamenti del traffico e disagi operativi.
In sintesi, non si tratta di un evento estremo, ma di un fenomeno che dimostra quanto, anche senza pioggia o vento, l’atmosfera possa diventare rapidamente insidiosa quando stabilità, umidità e morfologia lavorano nella stessa direzione.


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