Un episodio alluvionale di rilievo è in atto nella pianura del fiume Alfeo, nel Peloponneso occidentale, dove vaste superfici agricole sono state sommerse dalla piena, con danni già qualificati come estesi e di difficile quantificazione. L’Alfeo, principale corso d’acqua del Peloponneso per estensione e portata, scorre da aree collinari e montuose verso un’ampia pianura agricola, risultando particolarmente sensibile a fasi di precipitazione persistente e diffusa. Nelle ultime ore il fiume è esondato in più tratti nel settore del Comune di Andritsena–Krestena, con rotture o aggiramento degli argini e conseguente allagamento delle superfici di fondovalle e della fascia perifluviale.
La piena si inserisce in una fase prolungata di maltempo sulla Grecia occidentale, caratterizzata da piogge intense che hanno progressivamente saturato i suoli e fatto crescere i livelli idrometrici sia dell’Alfeo sia dei suoi affluenti.
La combinazione tra elevata portata fluviale, terreni esausti in termini di capacità di assorbimento e rete di drenaggio sotto stress ha favorito il rapido superamento della capacità di contenimento del corso d’acqua.
Impatti sul territorio e sulle colture
Le zone maggiormente colpite sono le aree pianeggianti della fascia perifluviale, dove oliveti, agrumeti e altre colture perenni e stagionali si trovano sotto uno strato d’acqua che in alcuni tratti si estende “da collina a collina”, senza un chiaro limite della zona allagata.
Ampie superfici agricole risultano trasformate in un bacino effimero di piena, con infrastrutture rurali – impianti di pompaggio, reti irrigue, viabilità poderale – sommerse e in condizioni strutturalmente critiche.
Dal punto di vista agronomico, il livello e la durata della sommersione implicano la perdita di una quota rilevante, se non totale, della produzione dell’annata in corso, mentre cresce il rischio di danni anche alle colture permanenti per asfissia dell’apparato radicale, marciumi e stress fisio-patologici.
Una volta ritiratesi le acque, sono attesi problemi secondari come erosione dei suoli, deposito di sedimenti e materiali flottanti, danneggiamento dei canali di scolo e ritardi nelle successive operazioni colturali.
Stato della rete viaria e criticità di protezione civile
La circolazione risulta localmente compromessa lungo la viabilità prossima al fiume, con tratti stradali chiusi, cedimenti puntuali del piano viabile e difficoltà di accesso a diverse aree agricole.
Questa condizione ostacola sia gli spostamenti dei residenti e degli agricoltori, sia le operazioni di monitoraggio e intervento tecnico sugli argini e sulle opere idrauliche.
Le autorità locali e la Protezione Civile mantengono un elevato stato di allerta su tutto il corso dell’Alfeo, con interventi puntuali sugli argini e sulle linee di drenaggio, nel tentativo di contenere ulteriori trasbordi e di migliorare, ove possibile, il deflusso delle acque di piena.
La piena attuale evidenzia criticità tipiche dei bacini con ampie pianure alluvionali, dove la perdita di una chiara delimitazione della zona inondata complica la gestione dell’emergenza e la pianificazione delle misure di mitigazione.
Prospettive a breve termine
In un contesto di suoli ormai saturi, anche eventuali nuovi impulsi pluviometrici di intensità moderata potrebbero risultare sufficienti a innescare nuove fasi di innalzamento dei livelli idrici e di esondazione localizzata, a causa del drastico calo della capacità di infiltrazione e dell’aumento del ruscellamento superficiale.
La piena in corso rappresenta quindi un segnale di vulnerabilità idraulica della pianura dell’Alfeo, con la necessità di un attento monitoraggio dei successivi passaggi perturbati e di una successiva valutazione tecnica delle opere di difesa, delle reti di drenaggio e della pianificazione d’uso del suolo in area perifluviale.
La quantificazione completa dei danni – a colture, infrastrutture agricole, rete viaria e opere idrauliche – sarà possibile solo dopo il completo deflusso delle acque e l’effettuazione di sopralluoghi sistematici da parte di agronomi e tecnici, che dovranno anche fornire indicazioni operative per il recupero produttivo e per la riduzione del rischio in vista di futuri episodi di piena.



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