Tra il 17 e il 18 febbraio la Romania è stata investita da una delle nevicate più rilevanti della stagione sul settore meridionale e sud-orientale del Paese, con un episodio che, per intensità e persistenza, ha riportato Bucarest in un contesto pienamente invernale. La capitale, in particolare, si è collocata nella fascia dei massimi accumuli, con uno spessore al suolo che in alcune aree ha superato la soglia dei 40–45 cm, valori decisamente notevoli per il mese di febbraio.
Perché ha nevicato così tanto: la dinamica atmosferica
Dal punto di vista sinottico, l’evento si è sviluppato attraverso un meccanismo tipico delle grandi nevicate dell’Europa orientale: da un lato la discesa di una saccatura fredda continentale da nord-est, dall’altro la formazione di un minimo depressionario in prossimità del basso Danubio.

Questo tipo di configurazione è particolarmente efficace perché mette in comunicazione due “ingredienti” fondamentali:
- aria molto fredda nei bassi strati, capace di mantenere la colonna d’aria sottozero;
- aria umida richiamata dai settori meridionali, che alimenta precipitazioni persistenti e ben organizzate.
Il risultato è stato un lungo periodo di convergenza al suolo e di precipitazioni continue, in grado di scaricare neve per ore e ore sulle stesse aree, soprattutto tra Muntenia, il sud della Moldova e il comparto del Basso Danubio.
Bucarest al centro dei massimi accumuli
Le osservazioni del mattino del 18 febbraio confermano come l’area metropolitana di Bucarest abbia ricevuto la quota più consistente di neve, con differenze marcate tra quartieri e stazioni, un comportamento tipico quando la nevicata è accompagnata da ventilazione e da bande precipitanti più intense.

Tra i valori più significativi spiccano:
- Bucarest – Băneasa: 45 cm
- Bucarest – Filaret: 44 cm
- Afumați: 30 cm
- Titu: 30 cm
- Ploiești: 28 cm
- Giurgiu: 23 cm
Numeri coerenti con le stime ufficiali, che indicavano accumuli compresi tra 20 e 50 cm nelle aree più colpite, con punte localmente superiori ai 50 cm nel settore settentrionale della capitale.
Un episodio che pesa anche sul piano operativo
Oltre al valore meteorologico, una nevicata di questo tipo produce conseguenze immediate: difficoltà nei trasporti, rallentamenti urbani, criticità sulle arterie extraurbane e problemi legati al peso della neve su infrastrutture e vegetazione. In particolare, quando gli accumuli superano i 40 cm, la gestione della viabilità diventa una sfida anche per grandi città come Bucarest, perché non conta solo “quanto” nevica, ma per quanto tempo e con quale intensità.
In sintesi, quello del 17–18 febbraio è stato un evento di riferimento per l’inverno romeno: una nevicata ampia, persistente e localmente eccezionale, destinata a rientrare tra le più significative degli ultimi anni per Bucarest e per l’intera fascia meridionale del Paese.


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