Meteo, nuovo indice dell’Egeo prevede le piogge invernali con mesi di anticipo

I ricercatori hanno sviluppato un nuovo indicatore regionale, denominato Aegean Sea Heat Uptake Anomaly (AQA), che misura le anomalie nello scambio netto di calore tra mare e atmosfera nel Mar Egeo durante agosto

Le variazioni dello scambio di calore nel Mar Egeo durante il mese di agosto possono anticipare con mesi di anticipo l’andamento delle piogge invernali nel Levante, migliorando in modo significativo le previsioni stagionali rispetto agli indicatori climatici globali tradizionali. È quanto emerge da uno studio pubblicato sulla rivista Weather and Climate Dynamics e guidato da Ori Adam e dal dottorando Ofer Cohen dell’Institute of Earth Sciences della Hebrew University of Jerusalem, insieme ad Assaf Hochman, Hezi Gildor e Dorita Rostkier-Edelstein della stessa università ed Ehud Strobach del Volcani Institute. I ricercatori hanno sviluppato un nuovo indicatore regionale, denominato Aegean Sea Heat Uptake Anomaly (AQA), che misura le anomalie nello scambio netto di calore tra mare e atmosfera nel Mar Egeo durante agosto. Quando il mare rilascia più calore del normale alla fine dell’estate, l’inverno successivo tende a essere più piovoso nel Mediterraneo orientale, con un aumento della frequenza e della persistenza delle cosiddette “depressioni di Cipro”, i principali sistemi perturbati responsabili delle precipitazioni in Israele e nelle aree limitrofe.

Analizzando dati di temperatura superficiale marina e flussi di calore dal 1979 al 2023, il team ha individuato tre principali modalità di variabilità nel bacino mediterraneo. Due di queste, caratterizzate da un contrasto termico est-ovest, risultano direttamente collegate alle precipitazioni invernali nel Levante. L’indice AQA mostra una correlazione significativa, pari a meno 0,6, tra i valori registrati in agosto e le piogge nel trimestre dicembre-febbraio successivo. In particolare, quando si osserva un’anomalia negativa – ossia un rilascio di calore superiore alla media – l’inverno seguente tende a essere sensibilmente più piovoso in Israele.

La relazione è stata verificata utilizzando sia dati osservativi globali interpolati sia misurazioni a lungo termine del Servizio Meteorologico Israeliano.

Secondo lo studio, le condizioni marine di fine estate innescano una risposta atmosferica ritardata. Negli anni con valori negativi dell’AQA ad agosto si osservano depressioni di Cipro più frequenti e durature e un rafforzamento del getto subtropicale regionale, che favorisce condizioni più instabili e lo sviluppo di sistemi perturbati.

L’indice regionale si è dimostrato un predittore più accurato per il Levante rispetto a forzanti climatiche globali ben note come l’Oscillazione Nord Atlantica o El Niño. I ricercatori stimano che l’AQA spieghi circa un terzo della variabilità interannuale delle precipitazioni nel Levante.

In una regione riconosciuta come punto critico del riscaldamento globale e caratterizzata da tendenze di crescente aridità, il miglioramento delle previsioni stagionali è cruciale per la gestione delle risorse idriche e la preparazione alla siccità. L’integrazione dell’indice AQA nei modelli stagionali esistenti potrebbe quindi rafforzare la capacità di prevedere con mesi di anticipo la disponibilità idrica.