Meteo Romania, la “Siberia di Dâmbovița” conferma la sua fama: –16 °C a Răscăeți

Meteo Romania, neve al suolo, cielo sereno e calma di vento: la combinazione perfetta per il crollo termico

La Romania è entrata in una delle fasi più rigide di questo avvio di febbraio, con un episodio di gelo tipico dell’inverno continentale. La mattinata del 3 febbraio 2026 ha segnato un picco termico negativo sulla Muntenia, dove diverse aree di pianura hanno registrato valori molto bassi. La stazione meteorologica di Răscăeți (distretto di Dâmbovița) ha misurato una minima di -16 °C, tra i valori più bassi osservati durante questa ondata di freddo. Un dato coerente con la “vocazione” dell’area, spesso considerata un cold spot locale nelle irruzioni artiche.

Inversione termica e fattori locali: perché proprio qui

Il raffreddamento estremo è stato favorito da un mix di condizioni classiche per le notti radiative invernali: cielo sereno, vento assente o molto debole e neve al suolo. Questo assetto accelera la dispersione del calore notturno e favorisce la formazione di una forte inversione termica nei bassi strati, con l’aria più fredda che resta intrappolata vicino al suolo.

Răscăeți si trova inoltre lungo la valle del Neajlov, una configurazione morfologica che facilita il ristagno dell’aria fredda durante le fasi anticicloniche. In questi contesti, le temperature possono scendere molto più rapidamente rispetto alle aree urbane o ai settori maggiormente ventilati.

Il quadro sinottico: irruzione artica sull’Europa orientale

Su scala continentale, l’episodio rientra in una robusta irruzione di aria artica che tra fine gennaio e inizio febbraio ha investito l’Europa orientale e sud-orientale. Il nocciolo freddo, associato a un campo di alta pressione continentale, ha garantito stabilità atmosferica ma anche temperature persistentemente molto basse, soprattutto nelle ore notturne.

Nei giorni precedenti, valori inferiori a -15°C erano stati osservati anche nell’area di Bucarest e in vari settori della pianura danubiana, segno di una massa d’aria fredda estesa e incisiva. La notte tra il 2 e il 3 febbraio si è sviluppata su un “substrato” già molto freddo, favorendo ulteriori cali delle minime nelle zone più predisposte.

Un episodio breve ma significativo

Pur destinata a non durare a lungo, questa fase rappresenta uno dei momenti più rigidi dell’inverno 2025-2026 in Romania. È un promemoria meteorologico chiaro: nelle pianure continentali, il freddo più intenso non arriva sempre con le tempeste, ma spesso con notti serene, calma di vento e neve al suolo, quando l’atmosfera “scarica” rapidamente calore e le minime crollano su valori eccezionali.