Le caratteristiche “strisce” di nubi visibili quest’oggi a Heraklion a Creta non sono casuali, ma rappresentano un classico esempio di instabilità organizzata all’interno di uno strato atmosferico. A seconda della quota e della struttura del campo nuvoloso, queste bande vengono interpretate come cloud streets (rotoli convettivi orizzontali) oppure come altocumulus undulatus. In presenza di instabilità moderata in uno strato relativamente uniforme (di bassa o media quota), il flusso d’aria tende a disporsi in rotoli orizzontali: veri e propri cilindri di aria che ruotano in senso opposto tra loro e si allineano con la direzione del vento. Nelle porzioni ascendenti dei rotoli l’aria sale, si raffredda e condensa, generando le nubi; nelle porzioni discendenti l’aria ridiscende più calda e secca, dissolvendo la copertura. Il risultato è un’alternanza molto regolare di bande nuvolose e spazi limpidi, paralleli e spesso sorprendentemente ordinati.
Spesso entra in gioco anche un tappo di inversione termica in quota, che limita lo sviluppo verticale delle correnti e “costringe” l’instabilità a manifestarsi in senso orizzontale: una condizione ideale per la comparsa di strutture ondulate o a strisce.
Altocumulus undulatus: le onde del cielo medio
Quando il fenomeno interessa gli strati medi, in genere tra 2 e 6 km di altezza, si osservano gli altocumulus undulatus: banchi o placche nuvolose con ondulazioni e righe parallele, simili a piccole onde.
Questa tessitura è spesso legata a un marcato wind shear, cioè a variazioni di velocità e/o direzione del vento con la quota, capaci di increspare lo strato umido e produrre le tipiche onde. Quando le onde risultano ben allineate, si riconoscono strutture radiatus o undulatus, particolarmente spettacolari e facilmente distinguibili dal suolo.
Un fenomeno naturale e molto comune
Le “strisce” nuvolose non sono un segnale di pericolo e non implicano automaticamente maltempo imminente. Sono, invece, un effetto visibile della dinamica interna dell’atmosfera: indicano che l’aria è moderatamente instabile ma si muove in modo ordinato all’interno di uno strato.
Osservarle equivale a vedere in diretta le onde di un “mare d’aria” invisibile, che racconta molto su correnti, umidità e struttura del vento. Per piloti e appassionati, sono anche un utile indicatore delle condizioni di stabilità e di turbolenza all’interno dello strato atmosferico coinvolto.



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