Il Marocco sta attraversando in queste ore una delle fasi di vento più intense dell’intero inverno 2025/2026, con raffiche tempestose diffuse e picchi estremi sulle aree interne e montuose. Il quadro è particolarmente severo sugli altipiani esposti e lungo le dorsali dell’Atlante, dove altitudine e orografia stanno agendo da vero “moltiplicatore” del flusso, portando localmente le velocità oltre la soglia dei 130 km/h.
Raffiche misurate: valori da tempesta su più aree
Le osservazioni disponibili confermano un episodio di grande impatto. Si segnalano 126 km/h a Midelt, mentre raffiche oltre i 100 km/h sono state registrate anche presso l’aeroporto di Tangeri e nella zona di Errachidia. In numerose altre stazioni del nord e dell’interno, il vento ha oscillato frequentemente tra 80 e 90 km/h, un range già sufficiente a generare disagi importanti su viabilità, reti elettriche e infrastrutture leggere.
È importante sottolineare un aspetto tecnico: molti di questi punti di misura si trovano in prossimità di rilievi o corridoi vallivi, dove la canalizzazione e la miscelazione verticale dell’aria possono amplificare le raffiche anche di 20–30 km/h rispetto alle zone più basse e riparate.
Perché il vento è così forte: la dinamica sinottica
Dal punto di vista meteorologico, l’episodio è legato a un marcato gradiente barico tra una profonda depressione atlantica e un’alta pressione continentale. Questa configurazione, attiva nella finestra 12–17 febbraio 2026, ha generato un flusso teso e persistente da ovest-nordovest, con la creazione di un vero e proprio corridoio ventoso sul Marocco settentrionale e sulla catena dell’Atlante.
Gli avvisi ufficiali hanno già indicato raffiche nell’ordine di 75–95 km/h in diverse province, ma è plausibile che sulle creste più alte i valori reali siano superiori, anche perché in quota le stazioni di misura sono meno numerose.
Quando arriva il picco e quando si attenua
Il momento più critico è atteso tra il pomeriggio e la serata del 14 febbraio, quando il gradiente di pressione e il supporto del getto in quota raggiungeranno la massima efficienza. Successivamente, tra notte e domenica, è previsto un progressivo calo del vento, prima nelle pianure e nelle aree costiere, poi anche sui rilievi principali.
Impatti attesi e prudenza
Raffiche di questa intensità possono provocare caduta di alberi, danni a coperture e impalcature, interruzioni elettriche e forti disagi alla circolazione, soprattutto per mezzi pesanti e tratte esposte. In questi casi, la raccomandazione più importante resta evitare spostamenti non indispensabili nelle ore di picco e seguire gli aggiornamenti delle autorità locali e dei servizi meteo ufficiali.


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