Meteo USA: il gelo resiste a Est, ma la campana anticiclonica si muove. Svolta nella seconda metà di febbraio

PRISM fotografa una settimana surreale: l’Ovest vola sopra media anche di +8/+11°C, mentre a Est continuano minime da record e gelo persistente

L’inizio di febbraio 2026 sta mostrando con estrema chiarezza uno degli schemi atmosferici più tipici – e al tempo stesso più “spettacolari” – della climatologia nordamericana: gli Stati Uniti letteralmente spaccati in due, con un Ovest eccezionalmente mite e un Est ancora in pieno gelo invernale. L’analisi delle temperature medie tra 1 e 7 febbraio 2026, confrontate con la climatologia 1991–2020 (dataset PRISM), evidenzia un quadro netto: sulle regioni interne dell’Ovest e su ampie porzioni delle Grandi Pianure, le anomalie termiche hanno raggiunto valori molto elevati, spesso superiori a +8/+11°C rispetto alla norma, con picchi locali ancora più marcati.

Non si tratta di un episodio casuale, ma del classico risultato di una cresta anticiclonica in quota ben strutturata: un promontorio che “gonfia” la colonna d’aria, favorisce subsidenza, cieli più sereni e un riscaldamento anomalo soprattutto nelle aree interne, dove l’irraggiamento può incidere in modo molto efficace.

A Est il gelo non molla: record e minime estreme

All’estremo opposto, gli Stati orientali e sudorientali hanno continuato a sperimentare il lato freddo del pattern: quello dominato da correnti settentrionali e da un flusso invernale ancora attivo, in continuità con la persistente ondata di freddo tra gennaio e febbraio 2026.

Qui le anomalie risultano diffusamente negative, con diversi episodi di record giornalieri di temperatura minima, segno che l’aria fredda non è stata soltanto “moderata”, ma in più giornate ha raggiunto livelli statisticamente rilevanti.

Il dato che sorprende: la media nazionale è sopra norma

Il punto più interessante, e spesso controintuitivo per il pubblico, è che nonostante il gelo a est del Mississippi, la temperatura media nazionale della prima settimana di febbraio risulta comunque superiore alla norma di circa +1,2°C.

Questo accade perché le anomalie calde sull’Ovest – molto ampie e persistenti – riescono a compensare (e in parte superare) l’effetto delle anomalie fredde sull’Est, evidenziando quanto la distribuzione spaziale del calore sia determinante nel bilancio complessivo.

Cosa succede adesso: il “caldo” tende a traslare verso Est

Le proiezioni per i prossimi giorni indicano un’evoluzione coerente con molti casi analoghi: la campana anticiclonica e le temperature sopra media tenderanno a spostarsi gradualmente verso Est.

Questo significa che il settore orientale dovrebbe andare incontro a una progressiva attenuazione del freddo, fino a un ritorno verso condizioni più miti – e in alcuni casi potenzialmente sopra media – nella seconda metà del mese.

Uno scenario che, in meteorologia, rappresenta una delle transizioni più classiche: quando il promontorio si muove, non “scompare” l’inverno, ma cambia semplicemente dove si colloca il cuore degli estremi.