Meteo Veneto, a gennaio precipitazioni sopra la media: il rapporto Arpa

Meteo Veneto, gennaio 2026 inizio freddo e asciutto, pioggia e neve a fine mese: i dettagli

In Veneto, prosegue nella prima decade del mese di gennaio la fase di freddo culminata il giorno 8 con gelate intense ed estese anche in pianura. La pioggia e la neve arrivano solo nell’ultima decade, ma con intensità giornaliera di precipitazione tale da far posizionare il mese al quarto posto dal 1992 come valori più elevati della serie storica. Lo rileva l’Arpa Veneto nel rapporto meteo di gennaio 2026. Il mese si chiude con un +36% di precipitazioni rispetto alla media 1991-2020. Le maggiori anomalie si registrano sul Veneto centrale, più vicini alla norma Veronese, Prealpi e Dolomiti.

Le temperature medie di gennaio 2026, dopo un freddo inizio mese, sono terminate in linea o poco al di sotto della normale 1991-2020, lo stesso per le minime e le massime. L’analisi dei dati dal 1992 ad oggi non mostra un trend significativo di crescita delle temperature.

Le precipitazioni nevose si concentrano nella terza decade con apporti significativi e neve anche a bassa quota. Nei fondovalle delle Dolomiti, ma anche in quota, sono caduti 50-70cm di neve fresca, 30-40cm a 1000 metri sull’Altopiano. La neve a 2000 metri nelle Dolomiti è nella media, ma con spessore del manto nevoso basso.

A gennaio piogge sopra la media

A gennaio 2026 sono caduti mediamente in Veneto circa 73mm di precipitazione, la media del periodo 1991-2020 è di 53mm. Gli apporti meteorici mensili sul territorio regionale sono superiori alla media (+36%) e sono stimabili in circa 1335 milioni di m3 di acqua. La maggior parte delle precipitazioni sono cadute nella settimana compresa tra venerdì 23 e giovedì 29 gennaio. Lo rileva Arpa Veneto nel bollettino sulla risorsa idrica di gennaio.

Tuttavia le precipitazioni dell’anno idrologico 2025-26 (da ottobre a gennaio) stimate per il Veneto sono mediamente di circa 269mm; la media del periodo 1991-2020 è di 394mm (mediana 389mm). Gli apporti sono inferiori alla media (-32%) e sono stimabili in circa 4929 milioni di m3 di acqua.

Neve

Nella prima parte del mese, la montagna veneta è rimasta protetta dalle perturbazioni atlantiche, solamente il giorno 18 sono comparse tracce di neve sulle Dolomiti. Nella terza decade del mese, due importanti nevicate hanno portato neve fino a bassa quota, interessando maggiormente le Prealpi e meno le Dolomiti settentrionali. In generale nel mese di gennaio, pur con le abbondanti nevicate della terza decade, il deficit di precipitazione rispetto al periodo 2009-2025 è stato contenuto nelle Prealpi bellunesi (-10%), maggiore nelle le Prealpi vicentine e veronesi (-30%) e importante nelle Dolomiti (-45%).

Da ottobre alla fine di gennaio, il deficit invernale di precipitazione nevosa è del 44% in Dolomiti e del 25% nelle Prealpi, pari a circa 125cm e 45cm di neve fresca. Il calo generalizzato iniziato con ottobre è proseguito ovunque fino all’inizio della terza decade di gennaio.

Nell’ultima settimana le precipitazioni hanno provocato un repentino innalzamento dei livelli in media e bassa pianura. In alta pianura l’effetto è meno marcato e nel complesso i livelli rimangono sotto le medie di lungo periodo.

Fiumi

Al 31 gennaio, le portate dei maggiori fiumi veneti, nonostante le modeste precipitazioni occorse sul finire del mese, si mantengono generalmente inferiori alle medie storiche mensili, tranne che sul Gorzone dove sono tornate decisamente superiori.