Meteo, Vortice Polare ancora compatto, difficile l’arrivo del gelo sul Mediterraneo

Meteo, Jet Stream troppo teso sull’Atlantico: la corrente occidentale resta viva e impedisce la discesa del gelo verso il Mediterraneo

Dall’ultimo aggiornamento emerge un segnale piuttosto chiaro: il Vortice Polare Stratosferico resta ancora compatto, energico e in piena rotazione, con una dinamica dominata dalla Wave 1. In altre parole, la struttura non mostra (almeno in questa fase) quei segnali tipici di un collasso profondo o di una frammentazione in più lobi, condizioni che spesso aprono la porta a irruzioni fredde più incisive verso l’Europa centro-meridionale.

Stratosfera “viva”, troposfera dominata dall’Atlantico

Il dettaglio più importante, però, non è solo ciò che accade in stratosfera. È soprattutto la risposta alle quote troposferiche – in particolare nel campo a 500 hPa – a raccontare la storia che interessa davvero il Mediterraneo.

Lo scenario proposto dal modello vede infatti un getto polare ancora teso e ben disteso da ovest verso est, con ondulazioni presenti ma non abbastanza pronunciate da innescare un vero scambio meridiano. Questo tipo di regime favorisce un assetto molto riconoscibile: una circolazione oceanica dominante, con un flusso perturbato che continua a puntare verso l’Europa occidentale e, a più riprese, verso il bacino centrale del Mediterraneo.

In termini pratici, significa che l’Europa meridionale (Italia compresa) rimane esposta a una sequenza di fronti e depressioni atlantiche, mentre il freddo più severo resta “protetto” alle alte latitudini.

Perché il freddo fatica a scendere verso l’Italia

Il nodo dinamico è la mancanza di una vera amplificazione del getto. Quando il jet resta troppo veloce e lineare, diventa estremamente difficile per le masse d’aria artiche o russo-siberiane guadagnare latitudine verso sud.

In questo contesto anche l’anticiclone delle Azzorre, che spesso rappresenta uno degli attori chiave per sbloccare discese fredde verso l’Europa, fatica a costruire un ponte verso nord. Viene infatti schiacciato e contenuto dalla corrente occidentale, che impedisce la formazione di un blocco efficace tra Atlantico e Groenlandia.

Il risultato è un assetto che, dal punto di vista sinottico, tende a ripetersi: un corridoio depressionario attivo tra Nord Atlantico e Mediterraneo, con perturbazioni frequenti e cariche di umidità.

Il gelo resta confinato a Scandinavia e Russia

Con queste premesse, il freddo più intenso continua a rimanere concentrato tra Scandinavia e Russia, dove l’aria artico-continentale può mantenersi più stabile e meno disturbata. Il Mediterraneo, invece, resta sotto la protezione dinamica dei venti occidentali, che agiscono come una vera barriera, rendendo improbabili (almeno a breve) retrogressioni fredde degne di nota.

Anomalie geopotenziale 16 febbraio

Lo spiraglio: cosa potrebbe cambiare dopo metà mese

Detto questo, non è un quadro completamente immobile. Alcuni segnali modellistici suggeriscono che intorno al 17 febbraio il VPS possa iniziare a mostrare un incremento del proprio grado ellittico, un indicatore tipico di disturbo progressivo.

Se questa tendenza dovesse consolidarsi, il passaggio chiave sarebbe la comparsa di un’ondulazione più marcata del getto, con possibile abbassamento del fronte polare sull’Europa. In tal caso aumenterebbero le probabilità di ingresso di aria artica marittima, non necessariamente gelida, ma sufficiente a determinare un calo dei geopotenziali e un ritorno a scenari più dinamici.

Conclusione: fase mite e umida, ma attenzione alla seconda metà di febbraio

In sintesi, il quadro attuale punta verso una prosecuzione di febbraio dominata da masse d’aria miti e umide di origine atlantica, con freddo severo ancora confinato a est. Tuttavia, la seconda metà del mese resta un passaggio delicato: sarà fondamentale monitorare l’evoluzione del disturbo stratosferico e soprattutto capire se (e quando) riuscirà a tradursi in una reale riorganizzazione del getto alle quote troposferiche, l’unico elemento capace di cambiare davvero le carte in tavola anche per l’Italia.