Anche la scienza trova spazio nella Cerimonia di apertura dei Giochi Invernali di Milano-Cortina. Nel cuore di Milano, con le prime note dell’Inno alla Gioia, l’Arco della Pace si colora di blu. Attraverso un videomapping, iniziano ad apparire delle stelle sulla sua facciata dando forma alla bandiera dell’Unione Europea. Con le musiche del pianista Roberto Cacciapaglia, la regia di Simone Ferrari & Lulu Helbaek e la coreografia di Beatrice Alessi e Dimitra Kritikid, comincia una celebrazione di donne appartenenti a tre generazioni diverse, unite dalla passione per lo spazio e l’astronomia, ed entra l’astronauta Samantha Cristoforetti, prima donna italiana negli equipaggi della Stazione Spaziale Internazionale. Cristoforetti ha portato in scena un Sole luminoso che accende simbolicamente il firmamento.
Samantha Cristoforetti, ingegnere ed ex pilota dell’Aeronautica Militare, è astronauta dell’ESA dal 2009. Ha partecipato a due missioni sulla Stazione Spaziale Internazionale: Futura nel 2014 e Minerva nel 2022, diventando la prima donna europea a comandare la ISS e sostenendo con passione l’esplorazione spaziale.
L’omaggio a Margherita Hack
Nella celebrazione alla scienza italiana e all’astronomia, un omaggio anche alla celebre astrofisica Margherita Hack. Una bambina gioca con il modellino del Sistema Solare. In sottofondo, è il suo pensiero a prendere forma: la bambina parla in prima persona, citando le parole di Margherita Hack come eco di una conoscenza che attraversa le generazioni. Racconta del Sole, una stella destinata a scaldare la Terra per miliardi di anni, rendendo possibile la vita. Da questa consapevolezza nasce una scelta: con determinazione, la bambina afferma il desiderio di prendersi cura del pianeta, unico nella galassia a ospitare la vita.
Armonia del Futuro celebra il dialogo tra le generazioni e l’inesauribile impulso umano a esplorare, comprendere e proteggere il nostro mondo. Attraverso l’incontro tra scienza e meraviglia, passato e futuro, il segmento invita a guardare oltre il presente e a immaginare un orizzonte condiviso: uno spazio in cui la curiosità si trasforma in cura e il progresso è guidato dalla consapevolezza. È un omaggio all’ingegno umano e al potere dell’educazione e della visione nel dare forma a un domani più consapevole.






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