Niscemi, Ciciliano: “frana storica e gigantesca, si muove ancora ma più lentamente”

"Stiamo parlando di una frana gigantesca che in questo momento si sta ancora muovendo, con una velocità ridotta"

Il 25 gennaio si è verificato questo grande distacco nel comune di Niscemi di una frana storica, i cui primi elementi di conoscenza risalgono al 1790, che ha interessato un’area di circa 4 km quadrati, quindi è una frana gigantesca, che ha una linea di di coronamento di circa 1,7 km e una profondità nel corpo di frana di circa 4 km“: è quanto ha riferito il capo del Dipartimento della Protezione Civile, Fabio Ciciliano, in audizione in Commissione parlamentare per il contrasto degli svantaggi derivanti dall’insularità, riferendosi alla frana di Niscemi. “Stiamo parlando di una frana gigantesca che in questo momento si sta ancora muovendo, con una velocità ridotta rispetto a quelle che erano le velocità registrate all’inizio“, “si sono messe in campo immediatamente le attività di monitoraggio per la frana da un lato e ovviamente le prime iniziative per il supporto e l’assistenza della popolazione“.

A Niscemiè stata individuata in via assolutamente preliminare e precauzionale questa fascia di rispetto che dal coronamento della frana, dal margine del precipizio per intenderci, entra nella città di Niscemi per 150 metri. Con il dipartimento di Protezione civile si sta facendo una valutazione di carattere puntuale per analizzare questa fascia di 150 metri perché una quota a parte sarà sicuramente impossibile da ripopolare“, ha proseguito Ciciliano in audizione. “Penso che non ci sia bisogno di grandi attività scientifiche per definirlo non fosse altro che la frana piano piano, anche se in maniera molto ridotta, sta arretrando e quindi quelle che sono le case che si vedono anche in televisione saranno destinate o alla distruzione, perché la frana arretra o alla demolizione, se la frana si ferma, ma sono case che non potranno mai più essere abitate“.

A Niscemi “la parte retrostante” la frana “che entra nel comune di Niscemi che va puntualmente analizzata per consentire il ritorno alla possibilità di fruizione di queste case“, ha spiegato Ciciliano. “Il limite ovviamente in questo momento non è ancora preciso perché stiamo facendo delle valutazioni di carattere ovviamente tecnico, anche con l’ausilio di rilievi aerofotogrammetrici da un lato e rilievi satellitari con l’Agenzia spaziale italiana e con l’Agenzia spaziale argentina, che ha una costellazione di satelliti molto buona per l’analisi di questo tipo di fenomeni. All’esito di queste valutazioni ovviamente ci sarà la possibilità molto reale di restituire quota parte di quella fascia ai cittadini di Niscemi per poter consentire loro di nuovo di riabitare le proprie abitazioni“.