L’Europa orientale si è risvegliata oggi, martedì 3 febbraio 2026, in una condizione di paralisi meteorologica, stretta in una morsa di gelo eccezionale, tra le più intense degli ultimi decenni. La causa scatenante, confermata dalle analisi stratosferiche, è una destabilizzazione del Vortice Polare: un Sudden Stratospheric Warming (riscaldamento stratosferico improvviso) ha frammentato il nucleo gelido artico, permettendo a masse d’aria di origine siberiana e artico-continentale di scivolare massicciamente verso le latitudini meridionali, avvolgendo l’intero comparto orientale del continente. In queste ore stiamo vivendo il picco di quest’eccezionale ondata di gelo. E allora andiamo a vedere la situazione Paese per Paese e città per città, quando siamo alla massima estensione dell’ondata di freddo (fino ad Europa centrale e balcanica), e al momento del suo massimo picco polare.
La Russia europea è il cuore pulsante di questa anomalia termica, dove i dati forniti dal Roshydromet (il Servizio Federale per l’Idrometeorologia) delineano uno scenario da record per il mese di febbraio. Questa mattina, la stazione meteorologica di riferimento di Mosca, situata presso l’esposizione VDNKh, ha registrato una minima ufficiale di -28,7°C, mentre nell’area metropolitana più esterna, a Mosca-Tushino, la colonnina di mercurio è scesa fino a -30,1°C. In centro città, da tre giorni la temperatura massima non sale sopra i -18°C: condizioni davvero estreme per la grande metropoli russa dove vivono (forse in questi casi sarebbe meglio dire “sopravvivono“!) quasi 13 milioni di persone! Ancora più rigida la situazione a nord e a est della capitale: a San Pietroburgo la temperatura è crollata a -24,2°C, trasformando la neve che ricopre tutto il suolo da giorni in una lastra solida, mentre a Kazan, nella Repubblica del Tatarstan, si è toccato un valore estremo di -33,5°C. Nelle remote località della Repubblica dei Komi, come a Vorkuta, il gelo è assoluto con -41,0°C. Le autorità moscovite hanno decretato l’allerta “arancione” per il gelo: le scuole elementari sono chiuse e il sistema di teleriscaldamento lavora alla massima pressione per evitare il congelamento delle tubature, un evento che si sta verificando purtroppo in alcuni distretti periferici di Podolsk, lasciando migliaia di cittadini senza calore.
Spostandoci in Finlandia, l’Istituto Meteorologico Finlandese (FMI) riporta condizioni severe su tutto il territorio, con il gelo che non risparmia nemmeno la costa meridionale solitamente più mitigata. La capitale Helsinki, presso l’aeroporto di Vantaa, ha segnato una minima di -25,8°C, un valore che ha causato ritardi significativi nel trasporto ferroviario a causa della rottura dei binari per contrazione termica. Nel cuore della Lapponia, a Rovaniemi, la temperatura è scesa a -34,6°C, ma il record nazionale di oggi spetta alla stazione di Utsjoki Kevo, nell’estremo nord, che ha toccato i -39,2°C. La società elettrica nazionale Fingrid ha invitato la popolazione a ridurre i consumi nelle ore di picco mattutine, poiché la domanda energetica ha raggiunto livelli storici, sfiorando la capacità massima di produzione e importazione.
In Svezia, l’SMHI (l’istituto meteorologico svedese) conferma che l’aria gelida ha avvolto l’intero Paese. A Stoccolma, l’osservatorio ha registrato -17,9°C, ma è nell’entroterra che si registrano i valori più impressionanti: a Östersund il termometro si è fermato a -26,4°C, mentre nel profondo nord, presso la stazione di Nikkaluokta, si è registrato il picco del freddo svedese con -40,5°C. A Göteborg, sulla costa occidentale, la minima di -14,2°C è accompagnata da forti venti che aumentano la sensazione di freddo, creando problemi al traffico marittimo nel Kattegat. L’esercito svedese è stato mobilitato nel Norrbotten per assistere le comunità rurali isolate dalla neve e dal ghiaccio, fornendo generatori di emergenza e scorte alimentari.
L’Estonia vive una delle mattinate più fredde del decennio. Il Servizio Meteorologico Estone ha rilevato a Tallinn una minima di -23,5°C, mentre nella città universitaria di Tartu il valore è sceso a -26,1°C. Il picco del freddo si registra però al confine orientale, nella città di Narva, dove il termometro ha segnato -27,8°C. Il governo ha dichiarato lo stato di emergenza per il settore energetico, disponendo la chiusura di tutte le scuole di ogni ordine e grado per la giornata di oggi, dato che i vecchi sistemi di riscaldamento di molti edifici scolastici non riescono a garantire temperature interne accettabili.
In Lettonia, il Centro per l’Ambiente, la Geologia e la Meteorologia ha ufficializzato temperature polari. La capitale Riga ha visto il termometro scendere a -22,4°C all’aeroporto, con la Daugava completamente ghiacciata. Nella regione orientale della Letgallia, tradizionalmente la più fredda, la città di Daugavpils ha registrato una minima di -28,3°C, mentre a Zosēni si sono toccati i -29,1°C. Gli ospedali di Riga segnalano un afflusso record di pazienti per traumi dovuti al ghiaccio sui marciapiedi e per principi di ipotermia, costringendo il Ministero della Salute a richiamare personale medico in congedo.
Anche la Lituania è nella morsa del gelo siberiano. Il Servizio Idrometeorologico Lituano riporta che a Vilnius la temperatura minima è stata di -23,1°C, mentre a Kaunas si è registrato un valore di -21,8°C. Le temperature più basse si sono verificate nel nord-est del Paese, con la città di Utena che ha toccato i -27,4°C. Il porto di Klaipeda, solitamente libero dai ghiacci, sta operando a rilento con temperature di -18,5°C e l’ausilio di rompighiaccio per mantenere aperti i canali di navigazione per le navi cargo essenziali.
La Polonia affronta condizioni severe, specialmente nei voivodati orientali. L’Istituto di Meteorologia e Gestione delle Acque (IMGW) ha registrato a Varsavia una minima di -18,2°C presso l’aeroporto Chopin. Tuttavia, è nel “polo del freddo” polacco, nella regione di Podlachia, che si sono raggiunti valori estremi: la città di Suwałki ha segnato questa mattina -26,4°C, e Białystok -23,7°C. Nel sud, le valli dei Tatra fungono da serbatoi di aria fredda, con Zakopane che ha registrato -21,5°C. L’azienda ferroviaria PKP segnala cancellazioni diffuse a causa della rottura delle linee aeree di contatto, diventate rigide e fragili per il gelo intenso.
In Ucraina, la situazione meteorologica aggrava un contesto già difficile. L’Ukrhydrometcenter riporta che a Kiev la temperatura è scesa a -20,5°C, rendendo critico il riscaldamento nelle abitazioni danneggiate dai recenti attacchi alle infrastrutture. A Kharkiv, nell’est, il gelo è ancora più intenso con -24,8°C, mentre a ovest, a Leopoli, si registrano -17,3°C. Nelle zone montuose dei Carpazi, la stazione di Plai ha rilevato -22,0°C. Notevoli i -10°C di Odessa, sulla costa del mar Nero. Le autorità hanno allestito migliaia di “punti di invincibilità” riscaldati aggiuntivi, alimentati da generatori autonomi, per offrire rifugio alla popolazione che non ha elettricità domestica.
La Moldavia non è stata risparmiata dall’ondata. Il Servizio Idrometeorologico di Stato ha misurato a Chișinău una temperatura minima di -15,9°C, con un forte vento da nord-est che ha portato la temperatura percepita vicino ai -25°C. Nel nord del Paese, a Bălți, il termometro è sceso fino a -18,4°C. La crisi energetica si fa sentire, con la società elettrica che ha annunciato possibili blackout a rotazione per gestire il picco di domanda, invitando i cittadini a non utilizzare stufette elettriche per non sovraccaricare la rete.
In Romania, l’Amministrazione Nazionale di Meteorologia (ANM) ha emesso un codice arancione per il gelo. A Bucarest (stazione di Băneasa), la minima ufficiale è stata di -13,6°C. Tuttavia, nelle depressioni intramontane della Transilvania, dove l’aria fredda ristagna per inversione termica, i valori sono siberiani: Miercurea Ciuc, nota come la “Piccola Siberia” rumena, ha registrato il record nazionale di oggi con -31,2°C, e Întorsura Buzăului ha segnato -29,8°C. Il traffico stradale è paralizzato in diversi distretti montani, non per la neve fresca, ma per il cosiddetto “ghiaccio nero” che rende le strade impraticabili nonostante lo spargimento di sale, inefficace a temperature così basse.
La Germania vede una netta divisione tra ovest ed est, con quest’ultimo pienamente colpito. Il Deutscher Wetterdienst (DWD) riporta che a Berlino (Brandeburgo) la minima è scesa a -10,4°C. mentre Amburgo e Hannover sono scese a -9°C. Il gelo attanaglia tutto il Paese, ma quello più intenso è limitato al Nord.
In Serbia, l’Istituto Idrometeorologico della Repubblica (RHMZ) segnala un risveglio gelido. A Belgrado la minima è stata di -8,7°C, ma nelle zone montuose del sud-ovest i valori sono crollati. Sjenica, situata sull’altopiano di Pešter e nota per i suoi estremi termici, ha registrato questa mattina -24,3°C, confermandosi uno dei luoghi più freddi dei Balcani. Le autorità serbe hanno dovuto inviare mezzi cingolati per raggiungere alcuni villaggi isolati nella zona di Zlatibor, dove il freddo ha gelato le condutture idriche principali lasciando le comunità senz’acqua.
Infine, in Bulgaria, l’Istituto Nazionale di Meteorologia e Idrologia (NIMH) riporta temperature rigide in tutto il Paese. La capitale Sofia, situata in una conca ad alta quota, ha segnato -14,8°C, uno dei valori più bassi tra le capitali balcaniche oggi. Nel nord del Paese, a Knezha, la temperatura è scesa a -19,2°C. Sulle cime dei monti Rila, la stazione del Musala (2925 m) registra condizioni estreme con -26,5°C e venti tempestosi. A Varna, sulla costa del mar Nero alla stessa latitudine di Ancona, importante minima di -6°C. Il Ministero dell’Energia bulgaro ha sospeso temporaneamente le esportazioni di elettricità verso i paesi vicini per garantire il fabbisogno interno, dato che il consumo per il riscaldamento ha raggiunto il picco massimo annuale.
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