Olimpiadi Milano-Cortina 2026: bufera su Bormio, lo slalom diventa una lotteria tra cadute e problemi | FOTO

Nevicata fittissima, visibilità ridotta e pista al limite: cadute e fuori pista alle Olimpiadi Milano-Cortina 2026

  • Olimpiadi Milano Cortina
    Foto Ansa
  • Olimpiadi Milano Cortina
    Foto Ansa
  • Olimpiadi Milano Cortina
    Foto Ansa
  • Olimpiadi Milano Cortina
    Foto Ansa
  • Olimpiadi Milano Cortina
    Foto Ansa
  • Olimpiadi Milano Cortina
    Foto Ansa
  • Olimpiadi Milano Cortina
    Foto Ansa
  • Olimpiadi Milano Cortina
    Foto Ansa
  • Olimpiadi Milano Cortina
    Foto Ansa
  • Olimpiadi Milano Cortina
    Foto Ansa
  • Olimpiadi Milano Cortina
    Foto Ansa
  • Olimpiadi Milano Cortina
    Foto Ansa
  • Olimpiadi Milano Cortina
    Foto Ansa
  • Olimpiadi Milano Cortina
    Foto Ansa
  • Olimpiadi Milano Cortina
    Foto Ansa
/

Doveva essere una giornata di grande sci alle Olimpiadi Invernali di Olimpiadi Milano-Cortina 2026, si è trasformata invece in una battaglia contro gli elementi. Una fitta nevicata ha colpito Bormio fin dalle prime ore del mattino, avvolgendo la pista in una cortina bianca sempre più intensa. Nuvole basse, visibilità ridotta al minimo e fondo che cambia passaggio dopo passaggio: lo slalom è diventato una prova di sopravvivenza. La neve ha iniziato a cadere con maggiore intensità proprio durante la manche, rendendo ogni cambio di direzione un’incognita. Le porte sparivano nella foschia, i riferimenti visivi si azzeravano e la pista, già tecnica di suo, si è fatta via via più segnata e insidiosa.

Braathen beffato

Il colpo di scena più clamoroso riguarda Lucas Braathen. Il norvegese stava sciando per il miglior tempo, con intertempi da leader e una linea aggressiva ma controllata. Sembrava lanciato verso la testa della classifica, finché sull’ultimo cambio di pendenza alla Konta ha perso l’equilibrio. Un attimo, una leggera scivolata sull’appoggio esterno, e la gara è finita lì. La bufera non ha fatto sconti neppure ai più forti.

Fuori anche il campione olimpico in carica di gigante, tradito da una pista sempre più segnata. In queste condizioni, anche la solidità tecnica non basta: serve intuito, sensibilità, e una buona dose di fortuna.

Tra i più sfortunati anche il finlandese Eduard Hallberg, che stava interpretando lo slalom con il suo stile leggero ed elegante. Linee pulite, ritmo fluido, una sciata che sembrava adattarsi bene anche alla neve fresca. Poi, sul piano, la figura fatale: un leggero scompenso, gli sci che si allargano, l’assetto che salta. Anche per lui gara compromessa quando sembrava poter ambire a un risultato di prestigio.

Manuel Feller non è riuscito a rimanere dentro una porta: nevicava tantissimo. Addirittura sette i forfait dopo i primi 21.

Sala e la difficoltà di “stringere” gli sci

Con Tommaso Sala si è vista chiaramente tutta la difficoltà di scendere in queste condizioni. Nel tentativo di fare velocità nei tratti meno pendenti, appena si provava a stringere gli sci per guadagnare accelerazione si rischiava di sovrapporre le punte. Un attimo dopo, l’istinto portava ad allargare la base d’appoggio per cercare stabilità, ma così diventava sempre più complicato dare direzione.

L’inforcata del lombardo è arrivata proprio sul pianetto, dove la pista sembrava meno impegnativa ma in realtà nascondeva le maggiori insidie. Con la neve che continuava a cadere copiosa, la traccia si cancellava quasi subito e ogni atleta si trovava a interpretare un terreno diverso dal precedente.

Una gara al limite

A Bormio la nevicata non ha concesso tregua. Lo slalom olimpico si è così trasformato in una lotteria bianca, dove talento e coraggio si sono scontrati con una montagna imbiancata e imprevedibile. Negli ultimi minuti la situazione è migliorata ma le condizioni si confermano sempre più incerte.