Un’altra apoteosi per l’Italia all’Olimpiadi di Milano-Cortina 2026. Gli azzurri dell’inseguimento a squadre di pattinaggio di velocità conquistano la medaglia d’oro, chiudendo la finale davanti agli Stati Uniti. L’impresa al Milano Speed Skating Stadium è targata da Davide Ghiotto, Andrea Giovannini e Michele Malfatti. La loro è la 24ª medaglia conquistata dall’Italia ai Giochi di Milano-Cortina. Terza la Cina, che ha vinto la finale per il bronzo contro l’Olanda. Il pattinaggio di velocità affonda le sue radici nei Paesi Bassi alla fine del Seicento, quando veniva utilizzato come mezzo rapido per attraversare canali, fiumi e laghi ghiacciati. Con il tempo, quella che era una necessità pratica si è trasformata in una disciplina sportiva di alto livello, fino a entrare stabilmente nel programma olimpico a partire dal 1924.
Oggi le competizioni si disputano su un anello di ghiaccio coperto lungo 400 metri. Le distanze variano a seconda della categoria: nelle gare femminili si va dai 500 ai 5.000 metri, mentre in quelle maschili si può arrivare fino ai 10.000 metri. Si tratta quindi di prove differenti per lunghezza e strategia, ma accomunate dalla ricerca della massima velocità e precisione tecnica.
Le gare individuali
Nelle prove individuali gli atleti e le atlete competono contro il cronometro su una singola distanza. È una sfida in cui la componente mentale gioca un ruolo fondamentale: concentrazione, gestione dello sforzo e controllo del ritmo sono determinanti tanto quanto la qualità del gesto tecnico. Ogni errore può incidere sul tempo finale, rendendo decisiva l’accuratezza dei movimenti.
La mass start
Diversa per dinamica è la mass start, una competizione più imprevedibile in cui tutti i partecipanti partono contemporaneamente. A differenza delle tradizionali gare su pista lunga, qui non si corre solo contro il tempo ma direttamente contro gli avversari, con tattiche di gruppo e cambi di ritmo che possono ribaltare l’esito della corsa.
L’inseguimento a squadre
Nell’inseguimento a squadre ogni team è formato da tre pattinatori o pattinatrici. Le due squadre partono da lati opposti dell’ovale e si affrontano in batterie a eliminazione diretta fino alla finale. Il riferimento visivo dell’altra squadra e il coordinamento tra i compagni sono elementi chiave: sincronizzazione, cambi regolari e lavoro di squadra risultano decisivi per ottenere il miglior tempo.
L’evoluzione olimpica
Il pattinaggio di velocità fa il suo debutto ai Giochi olimpici invernali di Chamonix 1924, con quattro distanze maschili in programma (500, 1.500, 5.000 e 10.000 metri). Ai Giochi olimpici invernali di Lake Placid 1932 le gare femminili vengono inserite a titolo dimostrativo, per poi diventare ufficiali ai Giochi olimpici invernali di Squaw Valley 1960.
Negli anni più recenti il programma si è ampliato ulteriormente: l’inseguimento a squadre maschile e femminile è stato introdotto ai Giochi olimpici invernali di Torino 2006, mentre la mass start è entrata a far parte del calendario ai Giochi olimpici invernali di Pyeongchang 2018.
Caratteristiche tecniche
La pista misura 400 metri, proprio come quella dell’atletica leggera, e le gare si svolgono generalmente in un unico turno in cui ciascun atleta cerca di far segnare il miglior tempo possibile. Un elemento distintivo di questo sport è il pattino “clap”: grazie a un meccanismo che consente alla lama di staccarsi leggermente dal tallone, permette di mantenere il contatto con il ghiaccio più a lungo durante la spinta, favorendo così una maggiore efficacia del movimento.
Tradizione, evoluzione tecnica e spettacolo si intrecciano in una disciplina che unisce potenza, strategia e controllo, rendendo il pattinaggio di velocità uno degli sport più affascinanti del panorama olimpico invernale.



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