Simone Deromedis vince la medaglia d’oro nel freestyle, specialità skicross alle Olimpiadi di Milano Cortina 2026. Oggi, sabato 21 febbraio, il trentino si impone davanti all’altro azzurro Federico Tomasoni e allo svizzero Alex Fiva. Quarto il giapponese Satoshi Furuno. Quello di Deromedis è il decimo oro per l’Italia alle Olimpiadi invernali di casa. Sale a sei il numero degli argenti, 13 i bronzi, per ventinove medaglie in totale. Non poteva esserci fine più bella, per le gare azzurre a Livigno. Al traguardo, Simone e Federico si abbracciano e si gettano a terra, davanti a un pubblico in festa. Non ci credono, ma è tutto vero. Federico piange, alza gli occhi al cielo con una dedica speciale nel cuore. Per la fidanzata Matilde Lorenzi, sciatrice morta il 28 ottobre 2024 dopo una caduta in allenamento in Val Senales.
L’ha portata con sé nel giorno più importante della carriera, con un ricordo per lei su un casco speciale. Un sole luminoso, simbolo della fondazione dedicata a Matilde (Matildina4Safety) e con cui la famiglia della ragazza sta cercando di portare avanti una serie di progetti per migliorare gli standard di sicurezza sulle piste da sci. A Livigno oggi nevica e il sole non c’è. Ma per Simone e Federico non poteva esserci giornata più bella.
Lo sci acrobatico
Lo sci acrobatico nasce negli anni Sessanta, in un periodo caratterizzato da profondi cambiamenti sociali e da un forte desiderio di libertà espressiva, anche in ambito sportivo. Proprio questo clima favorì la nascita di nuove tecniche spettacolari ed emozionanti sugli sci. In origine la disciplina era conosciuta come “hotdogging”, termine che indicava uno stile ricco di evoluzioni, salti e grande carica adrenalinica. Nel 1979 la Federazione Internazionale Sci e Snowboard (FIS) riconobbe ufficialmente lo sci acrobatico come disciplina sportiva, introducendo regolamenti specifici per aumentarne la sicurezza. L’anno successivo prese il via la prima edizione della Coppa del Mondo FIS.
Storia Olimpica
Lo sci acrobatico comparve per la prima volta ai Giochi Olimpici Invernali di Calgary 1988 come disciplina dimostrativa, con competizioni di moguls maschili e femminili, aerials e ballet. Ai Giochi di Albertville 1992 le gare di moguls entrarono ufficialmente nel programma come prove da medaglia, mentre gli aerials diventarono olimpici a Lillehammer 1994. Lo skicross fece il suo esordio a Vancouver 2010. Successivamente, slopestyle e halfpipe furono inseriti nel programma a Sochi 2014. Tra le specialità più recenti figurano il big air e le gare a squadre miste di aerials, introdotte a Pechino 2022.
Le discipline
Nel moguls, gli atleti affrontano una pista ripida ricca di gobbe, alternando curve tecniche a salti con evoluzioni aeree, il tutto mantenendo velocità e controllo. Il dual moguls prevede una sfida diretta tra due concorrenti che scendono contemporaneamente sullo stesso tracciato.
Nell’aerials, gli sciatori prendono slancio su una rampa per eseguire spettacolari figure in aria, prima di atterrare su un pendio inclinato tra i 34° e i 39°, lungo circa 30 metri. Lo skicross si sviluppa in due fasi: una qualificazione a tempo su un percorso con salti, ondulazioni e curve sopraelevate, seguita da batterie a eliminazione diretta in cui quattro atleti gareggiano insieme.
Nello slopestyle, i partecipanti percorrono un tracciato con diversi ostacoli, come rail e salti, e vengono valutati per ampiezza, creatività e qualità tecnica delle evoluzioni. Nell’halfpipe, gli sciatori eseguono una sequenza di trick lungo una struttura a forma di mezzo tubo. Infine, nel big air, gli atleti affrontano una grande rampa dopo una breve discesa, effettuano un unico salto di grande altezza con evoluzioni spettacolari e atterrano sul pendio sottostante.



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