“Usa, Usa, Usa”. Scandito per tutta la partita di hockey maschile sul ghiaccio. Il grido dello stadio, che sommerge i più timidi “Danmark, Danmark”, è per gli Stati Uniti. Il risultato anche: battuta la Danimarca per 6-3. Sugli spalti tifo e colore tra cappelli vichinghi, qualche cappello da cowboy, e bandiere: in prevalenza degli Stati Uniti. In campo gioco maschio: fischi e boati a ogni accenno di possibile zuffa. La sfida non è passata inosservata anche per aspetti di geopolitica in quello che qualcuno già aveva definito il “derby della Groenlandia“. A fine partita i più applauditi sono loro: i giocatori della selezione americana.
La Groenlandia – territorio autonomo danese e recentemente finito nel mirino delle strategie internazionali di Donald Trump – emerge come protagonista silenziosa della vicenda. Una presenza non dichiarata ma inevitabile, che aggiunge alla partita un significato che supera i confini dello sport.


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