Petrolio russo, la Croazia offre il terminale Adria a Ungheria e Slovacchia

Zagabria assicura capacità sufficienti sull’oleodotto Adria per garantire le forniture all’Europa centrale, ma ribadisce il sostegno a Kiev e prende le distanze dal greggio russo

“La Croazia è pronta ad aiutare Ungheria e Slovacchia ad approvvigionarsi di petrolio dopo l’interruzione delle forniture russe attraverso l’oleodotto Druzba, ma le capacità del terminale e dell’oleodotto adriatico croato sono sufficienti e non vi sono giustificazioni tecniche per proseguire con l’import di greggio russo”. Lo ha dichiarato oggi sui social il ministro dell’Economia croato, Ante Susnjar, rispondendo ad affermazioni del governo ungherese. Ieri, infatti, il ministro degli Esteri di Budapest, Péter Szijjarto, ha scritto su X che “l’Ucraina rifiuta, per ragioni politiche, di riattivare il transito del petrolio attraverso l’oleodotto Druzba” e pertanto i governi di Ungheria e Slovacchia hanno inviato una lettera a Susnjar, chiedendo che la Croazia autorizzi il transito di petrolio russo verso l’Ungheria e la Slovacchia tramite l’oleodotto Adria (o Janaf in croato, dal nome dell’azienda che lo gestisce, Jadranski naftovod), che trasporta greggio da varie fonti, fra cui il Kazakistan.

Susnjar ha replicato che già in passato la Croazia ha agito in modo responsabile e trasparente in materia di sicurezza energetica regionale, e continuerà a farlo anche nei confronti dell’Ungheria, ma “nel pieno rispetto dei nostri alleati ucraini e delle sofferenze quotidiane che stanno affrontando”. Il ministro croato ha ricordato di aver sempre sostenuto che il Janaf dispone di capacità sufficienti, “anche quando erano emerse accuse contrarie”. Il riferimento è alle critiche provenienti lo scorso anno da ambienti politici ed energetici ungheresi, secondo cui l’Adria non avrebbe avuto capacità adeguate a garantire la fornitura di greggio alle raffinerie del gruppo Mol in Ungheria e Slovacchia e avrebbe applicato tariffe di transito troppo elevate. Il ministro di Zagabria ha sottolineato che “la Croazia non permetterà che venga compromesso l’approvvigionamento di carburante nell’Europa centrale”, aggiungendo però che “un barile acquistato dalla Russia può sembrare più economico per alcuni Paesi, ma contribuisce a finanziare la guerra e gli attacchi contro il popolo ucraino”.