Capire la salute dell’intestino potrebbe diventare molto più preciso grazie a un nuovo indicatore che osserva non solo quali batteri sono presenti, ma soprattutto come interagiscono tra loro. Il parametro, chiamato Ecological Network Balance Index (ENBI), è stato presentato in uno studio pubblicato sulla rivista Science da un gruppo guidato da Juan Bonachela della Rutgers University, insieme a Maria Gloria Dominguez-Bello e Martin Blaser, con collaborazioni internazionali tra cui la Universidad de Granada e la Princeton University.
I ricercatori hanno adottato un approccio ecologico allo studio del microbiota intestinale, analizzando le reti di relazioni tra microrganismi. Attraverso modelli computazionali che simulano competizione per nutrienti e scambi metabolici, è emerso che le comunità batteriche tendono a organizzarsi in due configurazioni principali. Nello stato associato alla salute prevale una grande diversità di specie e un equilibrio dominato dalla competizione. Nello stato legato alla malattia, invece, piccoli gruppi di batteri cooperano strettamente tra loro formando reti molto connesse.
Applicato a dati genomici di pazienti, l’ENBI ha distinto in modo affidabile microbioti sani e alterati. Nel caso del tumore del colon-retto, l’indice aumenta progressivamente con l’avanzare della patologia. Questo approccio potrebbe aiutare a monitorare malattie intestinali e a migliorare terapie basate sul microbiota, puntando non solo sulle singole specie ma sul ripristino dell’equilibrio delle relazioni microbiche. In futuro, semplici campioni fecali potrebbero diventare uno strumento non invasivo per valutare la salute intestinale e guidare trattamenti personalizzati.


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