“I dibattiti politici cambiano, prima o poi la Spagna costruirà nuove centrali nucleari”, nonostante l’opposizione dell’attuale governo. Lo ha dichiarato Luca Oriani, presidente nuovi reattori dell’azienda tecnologica nordamericana Westinghouse. “Forse non sarà l’anno prossimo, o nei prossimi 5 anni”, ma per Oriani è una decisione che diventerà inevitabile, data la necessità di fornire energia a prezzi accessibili non solo per il mercato spagnolo, ma per l’intera Unione europea. Orali ha parlato durante una visita al primo simulatore full-range per generatori AP1000 inaugurato questa settimana a Madrid. “La gente dovrebbe prestare attenzione a ciò che sta accadendo in Germania”, ha spiegato, riferendosi alle dichiarazioni del cancelliere tedesco Friedrich Merz dello scorso gennaio, in cui riconosceva che la chiusura delle centrali nucleari in Germania era stato “un errore strategico”; Oriani ha spiegato che Westinghouse “è un’azienda globale che opera da 140 anni, gli ultimi 60 dei quali in Spagna, quindi possiamo aspettarcelo”.
Il presidente di Westinghouse Spagna, Xavier Coll, ha espresso lo stesso sentimento durante la visita, affermando che “da un punto di vista energetico e politico, è molto difficile chiudere gli attuali impianti in questo momento”, sebbene il governo spagnolo stia difendendo il suo programma di chiusura graduale tra il 2027 e il 2033 e lo stesso premier Pedro Sanchez abbia più volte dichiarato la sua intenzione di eliminare l’energia atomica.


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