Repsol investirà fino a 60 milioni di dollari per smantellare la piattaforma offshore Casablanca, al largo di Tarragona. Questa operazione segna la fine definitiva della produzione petrolifera commerciale in Spagna, dopo 60 anni di attività dedicati all’estrazione di petrolio. Repsol sta entrando nella fase finale della chiusura dell’ultimo giacimento petrolifero spagnolo. Per realizzare questa fase, la multinazionale spagnola ha firmato un contratto da 60 milioni di dollari con Dolphin, azienda specializzata nello smantellamento di piattaforme offshore. L’accordo consentirà la mobilitazione della piattaforma semisommergibile Borgland Dolphin. Le complesse operazioni di chiusura e abbandono dei pozzi sottomarini inizieranno alla fine di quest’anno.
La chiusura definitiva di Casablanca è il risultato del naturale declino del giacimento e del contesto normativo. Il quadro normativo esistente rendeva impossibile integrare nuove attività di esplorazione o prospezione nell’area per prolungare la vita utile dell’asset. Di fronte a questo scenario, Repsol e Moeve (ex Cepsa) hanno deciso di cessare l’estrazione commerciale a metà del 2021. La società deteneva i permessi legali per continuare a operare alcuni pozzi fino al 2040 circa. Tuttavia, il drastico calo della produzione ha accelerato la fine anticipata delle operazioni offshore. Per quanto riguarda la tempistica e la pianificazione di questo progetto, Repsol ha spiegato che “lo smantellamento della storica piattaforma petrolifera offshore di Casablanca sarà completato il prossimo marzo”. Il contratto, firmato lo scorso ottobre, garantisce un periodo di lavoro di 220 giorni.


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