Una tempesta geomagnetica di intensità moderata potrebbe colpire la Terra tra il 5 e il 6 febbraio, secondo le previsioni dello Space Weather Prediction Center della National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA). Il fenomeno sarebbe causato dall’arrivo di un’espulsione di massa coronale (CME), un’enorme nube di particelle cariche e plasma proveniente dal Sole, generata da un potente brillamento solare avvenuto il 1° febbraio. L’evento all’origine della possibile tempesta geomagnetica è stato un flare classe X8, una delle categorie più intense nella scala che misura l’energia liberata da queste esplosioni sulla superficie solare. I brillamenti di classe X rappresentano infatti i fenomeni più potenti tra quelli osservabili e sono in grado di proiettare nello Spazio enormi quantità di materia ed energia.
Nel caso specifico, il brillamento ha scagliato una CME che, secondo i modelli previsionali, dovrebbe sfiorare il campo magnetico terrestre. Anche un impatto solo parziale, tuttavia, può generare perturbazioni significative nell’ambiente spaziale che circonda il pianeta.
Che cos’è una tempesta geomagnetica
Le tempeste geomagnetiche si verificano quando particelle solari altamente energetiche interagiscono con la magnetosfera terrestre, la regione dello Spazio dominata dal campo magnetico del nostro pianeta. Questa interazione può comprimere e deformare la magnetosfera, alterando temporaneamente le condizioni dello spazio circumterrestre.
Lo SWPC NOAA classifica le tempeste geomagnetiche su una scala che va da G1 a G5. L’evento previsto rientra nella classe G1, considerata la più debole, ma comunque capace di produrre alcuni effetti rilevanti, soprattutto sulle tecnologie sensibili alle variazioni del campo magnetico.
Possibili effetti sulla Terra
Le tempeste geomagnetiche classe G1 possono causare lievi fluttuazioni nelle reti elettriche e piccoli disturbi nei sistemi satellitari e nelle comunicazioni radio ad alta frequenza. Nel caso di CME generate da brillamenti molto energetici, anche un impatto “di striscio” può rivelarsi più intenso del previsto.
Oltre agli aspetti tecnologici, questi eventi offrono spesso uno spettacolo naturale suggestivo. Le tempeste geomagnetiche possono dare vita ad aurore polari. Ciò accade quando le particelle cariche provenienti dal Sole vengono guidate dal campo magnetico terrestre verso le regioni polari, dove interagiscono con l’atmosfera producendo spettacolari emissioni luminose.



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