Una potente ondata di maltempo in montagna si è trasformata in tragedia in Sierra Nevada, in California (USA): le squadre di soccorso hanno recuperato i corpi di 9 sciatori travolti da una valanga, concludendo un’operazione complessa ostacolata da nevicate intense, vento forte e condizioni di “whiteout“. L’incidente è avvenuto martedì mattina sulle pendici di Castle Peak, nell’area montuosa vicino al lago alpino di Lake Tahoe. La valanga ha colpito un gruppo di 15 sciatori durante l’ultimo giorno di un tour di 3 giorni sugli sci. Il gruppo aveva deciso di terminare il viaggio in anticipo proprio per evitare la tempesta di neve in arrivo, ma intorno alle 11:30 alcuni sopravvissuti sono riusciti a lanciare l’allarme, descrivendo uno scivolamento improvviso di neve lungo quanto un campo da football.
Soccorsi difficili tra tempesta e rischio nuove valanghe
Le condizioni meteo hanno avuto un ruolo decisivo sia nell’incidente sia nelle operazioni di recupero. La forte nevicata ha impedito per ore l’accesso dei soccorritori, arrivati solo circa 6 ore dopo la chiamata di emergenza. Sul posto sono intervenuti numerosi enti, tra cui la California Highway Patrol, la National Guard e la compagnia energetica Pacific Gas & Electric, oltre a decine di volontari.
Le squadre hanno dovuto attendere una finestra di condizioni leggermente più sicure: le autorità hanno utilizzato elicotteri per destabilizzare in modo controllato gli accumuli di neve e ridurre il rischio di nuove valanghe. Solo successivamente è stato possibile recuperare progressivamente i corpi con elicotteri e corde, mentre venti forti costringevano i piloti a più viaggi.
Le vittime e la comunità colpita
Durante una conferenza stampa, lo sceriffo Shannon Moon ha definito l’evento “una tragedia enorme“, lodando la solidarietà della comunità montana e il lavoro congiunto delle squadre di soccorso.
Tra le vittime figurano 3 guide della compagnia Blackbird Mountain Company: Andrew Alissandratos (34 anni), Nicole Choo (42) e Michael Henry (30). Gli altri 6 sciatori morti erano donne 40enni, amiche di lunga data e sciatrici esperte di backcountry provenienti dall’area della Baia di San Francisco, dall’Idaho e dalla zona di Lake Tahoe. Le vittime erano madri, mogli e amiche unite dalla passione per la montagna e la natura.
Meteo estremo e area chiusa al pubblico
Secondo le autorità forestali della Tahoe National Forest, l’area rimarrà chiusa ai visitatori almeno fino a metà marzo mentre prosegue l’indagine e si valutano le condizioni del manto nevoso. L’obiettivo è riaprire il territorio al pubblico una volta ridotto il rischio e completati gli accertamenti.


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