La nascita dell’agricoltura è uno dei passaggi più decisivi nella storia dell’umanità. Un nuovo studio suggerisce che, nel caso del mais in Messico, il clima potrebbe aver avuto un ruolo cruciale nel trasformare società di cacciatori-raccoglitori in comunità agricole stabili. La ricerca, pubblicata sulla rivista scientifica Science Advances e guidata dall’antropologo Andrew Somerville della Iowa State University, ha ricostruito il contesto ambientale in cui iniziò la coltivazione del mais nella Valle di Tehuacán, nello stato di Puebla. Per farlo, gli studiosi hanno utilizzato una tecnica innovativa: l’analisi degli isotopi presenti nelle ossa di animali rinvenuti in siti archeologici.
Le tracce del clima nelle ossa degli animali
Il team ha analizzato gli isotopi di carbonio, ossigeno e azoto nelle ossa di cervi e conigli provenienti da dieci siti archeologici della valle. Questi isotopi rappresentano una sorta di archivio naturale: permettono infatti di ricostruire la dieta degli animali e, indirettamente, le condizioni ambientali in cui vivevano, come livelli di umidità, temperatura e regime delle precipitazioni.
Combinando questi dati con campioni di mais datati direttamente, i ricercatori hanno ricostruito l’evoluzione dell’ambiente e delle strategie di sussistenza umane lungo un periodo molto ampio, che va dal Tardo Pleistocene all’Olocene, comprendendo le sue fasi iniziale, media e tarda.
Il mais nasce in un periodo umido
I risultati indicano che la coltivazione del mais iniziò durante una fase particolarmente umida dell’Olocene medio. In questa fase, tuttavia, la produzione agricola era ancora limitata e probabilmente affiancava altre attività di sussistenza come la caccia e la raccolta.
Successivamente, la regione attraversò una lunga fase di siccità durata diversi secoli. Solo con il ritorno a condizioni climatiche più umide nell’Olocene tardo si osserva un cambiamento significativo: la popolazione cresce rapidamente e l’agricoltura si intensifica.
La siccità come motore del cambiamento
Secondo gli autori dello studio, proprio questa prolungata siccità potrebbe aver spinto le comunità locali a modificare gradualmente il proprio stile di vita. Di fronte a risorse naturali più incerte, le popolazioni della valle avrebbero iniziato a sperimentare forme più stabili di produzione alimentare, sviluppando sistemi agricoli capaci di sostenere insediamenti permanenti.
Gli studiosi sottolineano tuttavia che questa ipotesi richiede ulteriori ricerche per essere confermata. Comprendere con precisione il rapporto tra cambiamenti climatici e trasformazioni sociali resta infatti una delle grandi sfide dell’archeologia e dell’antropologia.
Un cereale che cambiò il continente
Originario del Messico, il mais si diffuse successivamente in tutto il continente americano – dal Nord al Sud – accompagnando la crescita e la crescente complessità delle società precolombiane.
Il nuovo studio contribuisce a chiarire un aspetto fondamentale di questa storia: il ruolo che il clima può aver avuto nella transizione da società basate su caccia e raccolta a sistemi agricoli organizzati. Un passaggio che non solo trasformò l’economia delle antiche popolazioni mesoamericane, ma influenzò profondamente lo sviluppo delle civiltà delle Americhe.


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