Allerta Meteo Catania, scuole chiuse per due giorni senza criticità: il Sindaco Trantino chiede scusa, “avete ragione, difficile per me decidere con questo sistema”

Allerta Meteo Catania, le parole del Sindaco di Catania Enrico Trantino evidenziano quanto sia complesso il sistema di allertamento meteorologico che porta spesso e volentieri a chiusure delle scuole totalmente ingiustificate. Un tema molto serio

Due giorni di aule vuote, saracinesche abbassate e una città che, a conti fatti, ha guardato il cielo senza vedervi l’apocalisse annunciata. La gestione dell’allerta meteo a Catania finisce nuovamente al centro del dibattito pubblico, tra il sollievo per il pericolo scampato e l’esasperazione delle famiglie costrette a equilibrismi organizzativi per sopperire alla chiusura delle scuole. Davanti alle polemiche, il Sindaco Enrico Trantino ha scelto la strada della trasparenza, affidando ai social una riflessione che mescola scuse formali, spiegazioni tecniche e una punta di amara ironia.

Il peso della decisione

Il nodo della questione non è solo meteorologico, ma strutturale. Trantino evidenzia come il sistema di zonizzazione della Protezione Civile metta i primi cittadini in una posizione scomoda: “Domani si torna a scuola. Molti si sono lamentati per questi due giorni di chiusura, date le difficoltà organizzative che hanno dovuto affrontare. Li capisco e mi scuso. Corre però l’obbligo di capire meglio il meccanismo, qualora a qualcuno importasse, affinché colgano che non è facile decidere. Nel caso di allerta arancione, viene segnalata una probabilità di rischio, affidando ai Sindaci la responsabilità della scelta. Il problema deriva dalla vastità dell’area considerata dalla Protezione Civile: noi ricadiamo in zona H – ma lambiamo la zona I – che abbraccia un territorio che va da Catania a Messina, e, a ovest, al confine dei Nebrodi. Tant’è che oggi in città si sono registrati eventi non significativi, mentre nella zona dell’Alcantara hanno vissuto momenti di intenso allarme. Dato che non mi piace sospendere le attività didattiche, a ogni allerta arancione mi consulto con altri enti che vantano specifiche competenze in campo meteorologico. Ma nel caso in cui non mi confortino con previsioni rassicuranti, non posso mettere a rischio l’incolumità dei nostri ragazzi: che non significa quel che può succedere a scuola, ma anche nelle strade, per pericoli di alluvioni o frane (come oggi è successo vicino Taormina). Vorrei quindi comprendeste che non si tratta di decisioni a cuor leggero, tant’è che in più di un’occasione, nonostante il colore arancione, ho tenuto le scuole aperte“.

Un clima che cambia e la “stoccata” finale

Trantino respinge con forza il paragone con il passato, sottolineando come la “tropicizzazione” del clima imponga una prudenza che un tempo non era necessaria: “Non affermiamo più ‘ai miei tempi…’. Gli eventi piovosi spesso si caratterizzano per la straordinaria intensità dei fenomeni (cosiddette bombe d’acqua) che noi non conoscevamo fino a un po’ di anni fa“.

Infine, il primo cittadino non risparmia un commento pungente rivolto a chi, tra i più giovani, ha festeggiato la chiusura con messaggi sgrammaticati sui social: “Spero comprendiate che chi deve assumere scelte che incidono sulla sicurezza, ha l’obbligo di essere prudente. Non certo deve compiacere i nostri ragazzi che sperano di non andare a scuola, ma che – da molti commenti che ho letto – avrebbero bisogno di frequentarla di più, e magari esplorare l’ignoto mondo degli accenti e degli apostrofi. Buon rientro“.

Il Commento

La posizione di Trantino riflette il paradosso del “decisore pubblico” moderno: condannato se chiude (per l’inevitabile blocco della produttività cittadina) e crocifisso se lascia aperto in caso di tragedia. Sebbene il disagio delle famiglie sia reale e tangibile, il Sindaco ha ragione nel sottolineare che, finché la mappatura del rischio rimarrà così ampia e generica, la prudenza resterà l’unica bussola possibile. Forse, più che prendersela con chi firma l’ordinanza, bisognerebbe pretendere sistemi di rilevamento e zonizzazione più granulari, capaci di distinguere la pioggia di Taormina dal sole di Catania. Nel frattempo, un ripasso di grammatica — come suggerito dal Sindaco — non farà male a nessuno.